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Pontedera

Il Comune presta soldi alle Terme per gli stipendi

Il Comune presta soldi alle Terme per gli stipendi

Versati 87mila euro che devono garantire i salari ai dipendenti della partecipata I problemi di liquidità sono causati dall’Asl che non paga le fatture da ottobre

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CASCIANA TERME. L’Asl non paga le fatture di ottobre e novembre alle Terme di Casciana, mettendo a rischio gli stipendi dei dipendenti dell’azienda termale. Così il Comune presta 87mila euro ponendo l’obbligo di restituire il denaro entro trenta giorni. Un caso sollevato dalla lista di opposizione “Insieme è possibile”. Con conseguente arrabbiatura del sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni, e dell’amministratore unico di Terme di Casciana, Arabella Ventura: «È una vicenda che getta solo discredito sull’azienda».

Stipendi a rischio. «Che il Comune faccia da banca ad una società di diritto privato, seppur pubblica e partecipata, ci lascia quantomeno perplessi - scrivono in una nota Erica Ballatori, Luca Fracassi, Silvia Passerai e Riccardo Salvetti - ma ciò che ci ha lasciato letteralmente esterrefatti è la motivazione, pagare gli stipendi di gennaio 2016». Già, perché a rischio c’erano proprio i bonifici per i dipendenti e l’operazione è stata fatta per evitare problemi ai lavoratori. «Abbiamo agito in una situazione del tutto particolare che si era verificata solo un’altra volta, nel 2014 - dice il sindaco Terreni - E comunque abbiamo prestato il denaro per salvaguardare i lavoratori. È chiaro che è successo un fatto anomalo che speriamo non accada più. Anche se la situazione finanziaria dell’azienda è difficile».

Incassi fondamentali. Tanto precaria che, come spiegato da Ventura, «se non incassiamo andiamo in difficoltà come in questo periodo. Ma quello che mi lascia interdetta è che due dei consiglieri di opposizione che hanno sollevato il problema fossero alla guida del Comune di Casciana Terme pochi anni fa, quando le finanze delle Terme erano altrettanto precarie. Anzi, negli ultimi tempi c’è stato un risanamento basato esclusivamente sul lavoro dei dipendenti e sulla mia gestione. Ma restiamo fragili, perché non riusciamo a crearci scorte di denaro per far fronte a questi inconvenienti».

L’insolvenza dell’Asl. Il problema, secondo quanto spiegato dall’Asl tramite la Regione alla stessa Arabella Ventura, è dovuto all’accorpamento in corso delle Asl toscane. «In questa maniera si è creata un’insolvenza di oltre 560mila euro che in un bilancio da 4 milioni l’anno significa un buco economico rilevante», specifica l’amministratore unico che aggiunge: «Se questa situazione si fosse verificata in estate, non ci sarebbero stati grossi problemi, perché in quel periodo abbiamo un afflusso di clienti tale da metterci al riparo da inconvenienti di questo tipo. In inverno, quando cala l’attività termale, i riflessi di un mancato pagamento come questo ci mette più in difficoltà. E, comunque, ci è stato detto che ci pagheranno già la prossima settimana».

Galeotta fu l’assemblea. I quattro dell’opposizione, poi, citano una «recente assemblea pubblica sulle Terme dal numeroso pubblico», in cui «si sono levate molteplici domande, richieste di chiarimenti e perplessità circa l'effettiva situazione finanziaria dell’azienda». Ognuna di queste, secondo “Insieme è possibile”, è stata «minimizzata o addirittura confutata da Arabella Ventura, che invece si è concentrata sull'illustrazione dei piani di sviluppo. Questa notizia adesso giunge come un fulmine a ciel sereno. La mancanza di liquidità di un'azienda non è mai un segnale di buona salute e non crediamo che la soluzione sia farsi prestare i soldi dal Comune». Quando c’è stata l’assemblea, ribatte Ventura, «la situazione finanziaria era in regola. Ci siamo accorti dopo dell’insolvenza. E subito mossi per correre ai ripari».

«Discredito sulle Terme». Le spiegazioni alla vicenda da parte del sindaco e dall’amministratore unico dell’azienda, che è partecipata da Comune e Regione, parlano anche di un prestito che genera comunque interessi. «Le condizioni poste - riprende Terreni - sono le stesse che avremmo avuto lasciando il denaro nella nostra tesoreria. È un prestito fruttifero che non crea danni a nessuno, né alle casse del Comune, né all’attività delle Terme. Questa polemica è solo un danno per l’immagine delle Terme e niente altro». Per Ventura, «si tratta di una boutade politica fine a se stessa che umilia l’azienda oltre al lavoro che abbiamo fatto finora. In questo è compresa anche la spesa da 500mila euro per i lavori di messa in sicurezza degli impianti per il fango che hanno migliorato le condizioni lavorative dei dipendenti e di utilizzo per i pazienti. Un’opera necessaria, ma costosa che abbiamo realizzato senza spendere soldi pubblici. Prima di questo intervento, invece, sotto la giunta precedente erano stati spesi 1,2 milioni per rifare i camerini che non hanno generato un euro di fatturato».

Fragilità finanziaria. Tra accuse e difese e ulteriori contrattacchi, però, resta un argomento di fondo: la precaria condizione finanziaria delle Terme di Casciana. «C’è poco da fare - ammette Arabella Ventura - Da anni ormai va avanti questa situazione che stiamo cercando di rimettere in sesto. Ma non è per niente facile». Servirebbe un’opera di ristrutturazione che obbligherebbe a chiudere a lungo l’impianto e, comunque, a impegnare somme di denaro che non sono nella disponibilità dell’azienda. La politica dei piccoli passi è obbligatoria. Sperando che d’ora in poi l’Asl paghi regolarmente».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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