Attenzione
Sorpresa: le biblioteche tornano di moda
Positivo il bilancio 2015 della rete locale: in crescita il numero dei prestiti e dei frequentatori
PONTEDERA. Veleggia verso il mezzo milione di unità il patrimonio librario della rete Bibliolandia. Ben 32 biblioteche, per lo più comunali che in queste prime settimane dell’anno tracciano i consueti bilanci.
«Ne viene fuori una realtà che si attesta fra le prime cinque reti toscane per offerta e qualità dei servizi, con un patrimonio in crescita e un’attività di scambio fra biblioteche, che rappresenta un elemento di assoluta eccellenza. In un contesto in cui, certo, potremmo fare molto di più, se solo avessimo più fondi», spiega il sindaco di Calcinaia Lucia Ciampi, delegata all'istruzione, cultura, musei e rete bibliotecaria dell’Unione Valdera.
E proprio quello delle risorse è il tasto dolente. «I finanziamenti regionali si sono ridotti e questo incide sulla capacità di aumentare il patrimonio, investire in personale qualificato e garantire orari di apertura più ampi». Nelle 32 biblioteche censite (sulle 38 totali, con i libri negli istituti scolastici) i numeri sono quasi tutti in crescita. «I giovani leggono, specialmente le donne - dice Roberto Cerri, direttore della biblioteca Gronchi di Pontedera - facilitati da un sistema “a rete” che al netto delle criticità rappresenta una ricchezza impensabile fino a qualche decennio fa, anche grazie allo sviluppo delle risorse multimediali». Non parliamo solo di iscritti al prestito (40.904 nel 2015, 20% in più rispetto all’anno precedente) ma anche di iscritti “attivi”, che hanno richiesto almeno un libro durante l’anno (21.654, +12%). Il tutto poi si tramuta in oltre 228.665 prestiti (+6,7%). Anche il patrimonio, a un ritmo di oltre 30mila unità all'anno, aumenta: sono 477.322 le unità a oggi possedute. Buoni anche i numeri dell'interprestito (36.221, +12%) capace di portare qualunque libro della rete in una qualsiasi delle biblioteche in pochi giorni, unendole dalla più grande (Pontedera) alla più piccola (Forcoli)».
«Numeri supportati da un’attività di invito alla lettura mai venuto meno - continua Ciampi - che nel 2015 ha visto le biblioteche coinvolgere 600 classi fra incontri e iniziative. Senza dimenticare le esperienze positive della BiblioApe e i servizi che giorno per giorno dimostrano con i numeri la loro capacità di attrarre il pubblico, come ad esempio la biblioteca dell'ospedale Lotti». Inversione di tendenza, invece, per la rete archivistica, meno sfruttata che in passato. «Un trend difficile da contrastare - dice Ciampi - ma su cui ci stiamo impegnando, anche grazie al lavoro che gli archivisti fanno nelle scuole, da cui nel 2015 è scaturito un ottimo lavoro sulla Prima Guerra Mondiale che ha portato all'organizzazione di una mostra che ha coinvolto scuole, comuni e biblioteche».
Nilo Di Modica
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