Crescita a doppia cifra grazie all’innovazione
È il caso della West Systems di Pontedera passata da 17 a 70 dipendenti dal 2007 Si occupa di monitoraggio ambientale, l’ultima commessa riguarda il nucleare
PONTEDERA. L’ultimo tassello della storia quasi trentennale della West Systems è una commessa per la marina militare di un paese asiatico. Un lavoro da 500mila euro che prevede la realizzazione di una centrale per il rilevamento dell’inquinamento nucleare posizionata in un porto di grande importanza. E questa strumentazione è già stata richiesta da altri Paesi. Una operazione che è in via di definizione e che fa cominciare bene l’anno all’azienda in vista di un 2016 dalla crescita a due cifre. «Possiamo dire tranquillamente che aumenteremo il fatturato tra il 15 e il 20%», dice Lorenzo Bosi, uno dei quattro amministratori delegati della società.
Da 17 a 70 dipendenti. La West Systems è già salita agli onori della cronaca. Nel 2009 ha ricevuto il Gonfalone d’argento della Regione Toscana finendo sui giornali e raccontando una storia anomala per quel periodo, quando la crisi finanziaria stava cominciando a esplodere tagliando teste, stipendi e speranze nella maggior parte dell’economia italiana. Nell’azienda della zona industriale La Bianca di Pontedera, invece, proprio in questi ultimi anni gli affari hanno subito un’impennata vertiginosa. «Abbiamo moltiplicato la nostra attività per dieci», riprende Bosi che, insieme a Sandro Mori è entrato in società con i fondatori, Moreno Bernacchi e Giorgio Virgili nel 2007. In quell’anno l’azienda contava 17 dipendenti. Oggi ne ha 62 a tempo indeterminato che, sommando i collaboratori a vario titolo, fa lievitare il numero del personale a 70.
La virata sull’ambiente. Un risultato di grande rilievo per una realtà che fattura 6 milioni di euro l’anno e che fa della ricerca e dell’innovazione il suo trampolino di lancio per vendere poi sul mercato strumenti e dispositivi per il rilevamento ambientale in molti campi: dall’agricoltura all’industria, dalle discariche ai poligoni di tiro degli eserciti. «Siamo nati come azienda di elettronica - dice Bernacchi - ma poi abbiamo svoltato sull’ambiente perché questo è davvero il futuro e ci offre l’opportunità di realizzare qualcosa di davvero utile per le persone. E comunque si tratta di un ambito fondamentale per il nostro secolo per il quale non si è fatto ancora abbastanza».
Clienti di grande rilievo. Ma ambiente, per la West Systems significa sia all’aperto che al chiuso di un laboratorio o di una sala operatoria. Dai vulcani di mezzo mondo, alle discariche più complesse con clienti di grande rilievo come la Nato, Eni, Ferrari, Piaggio e Lamborghini, ma anche enti tra cui la Regione Toscana. «Stiamo lavorando a un sistema che migliori la qualità dell’uso di fertilizzanti in agricoltura - racconta Virgili - e che produrrà un manuale di buona pratica in questo settore. Lavoriamo insieme alla Scuola Sant’Anna e siamo vicini al risultato finale. Si tratta di un progetto cofinanziato che ci permette di sviluppare la nostra ricerca, magari creando e affinando prodotti che poi il mercato ci chiederà».
Ricerca applicata ai prodotti. Il segreto, probabilmente, è proprio questo, sviluppare ricerca tramite progetti pubblici e applicare le nuove tecnologie a prodotti da vendere sul mercato. «Un ricercatore ha l’obiettivo di pubblicare - dice ancora Virgili - un’azienda invece deve funzionare economicamente. Anche noi abbiamo pubblicato molto dopo aver lavorato sulla rilevazione ambientale dei vulcani. Ma siamo anche riusciti a vendere le nostre innovazioni diventando leader mondiali in numerosi segmenti del nostro campo».
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