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Pontedera

Piaggio, agli operai in uscita incentivi fino a 10mila euro

Piaggio, agli operai in uscita incentivi fino a 10mila euro

Ecco le condizioni che saranno applicate ai lavoratori in mobilità volontaria

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PONTEDERA. Seimila e cinquecento euro che possono arrivare fino a diecimila. Sono queste le cifre degli incentivi per chi decide di abbandonare la Piaggio per avvicinarsi alla pensione o per cambiare completamente vita. Soldi a cui si aggiungono, ovviamente, le mensilità da 800 euro per il periodo di mobilità a cui si è destinati in base all’età.

Queste cifre sono contenute nell’accordo sottoscritto dall’azienda e da parte dei sindacati: Fim Cisl e Uilm Uil, guidate rispettivamente dai segretari provinciali Claudio Garzotto e Benedetto Benedetti, oltre che dall’Ugl. Nessuna ratifica dalla Fiom Cgil che ha mantenuto la linea degli ultimi accordi, reputando risicati i numeri in ballo, sia per quanto riguarda le trasformazioni dei part-time verticali in full-time, sia l’entità degli incentivi.

L’accordo per l’apertura della mobilità di quest’anno riguarda 180 dipendenti sui 3.554 dichiarati nel documento firmato dalle parti. Di questi, potranno uscire dalla Piaggio un massimo di 130 operai (su un totale di 2.376) e 50 impiegati (rispetto agli attuali complessivi 1.115, un numero comprensivo anche dei cosiddetti quadri). Chi ha diritto a un massimo di 12 mesi di mobilità, avrà diritto a due mensilità lorde, più o meno quattromila euro. Chi, invece, usufruirà della mobilità per un periodo compreso tra i 13 e i 18 mesi avrà un incentivo di una mensilità e mezzo. «Oltre all’applicazione dell’incentivo - si legge nell’accordo - verrà riconosciuto un “incentivo di accelerazione” a coloro che aderiranno alla mobilità con sottoscrizione del verbale di preaccordo in sede aziendale».

Il tutto a una cifra di 2.500 euro lordi per chi aderirà alla mobilità volontaria entro il 7 marzo. Chi, invece, lo farà entro il 31 luglio riceverà mille euro lordi.

Stando a queste cifre si arriverebbe a un massimo di 6.500 euro lordi (due mensilità oltre ai 2.500 euro come più alto “incentivo di accelerazione”). Ma, secondo i calcoli dei sindacati, è possibile salire anche a diecimila euro, se non superarli in base ad altre clausole comprese nella contrattazione. Numeri da aggiungere a quelli degli assegni per la mobilità, comparati ai mensili pagati a chi è in cassa integrazione e che, secondo chi ha ideato l’accordo, dovrebbero accompagnare i lavoratori anziani alla pensione senza particolari problemi.

E se per molti, questa operazione significherà la fine della propria vita lavorativa, per altri l’accordo vuol dire un miglioramento delle proprie condizioni economiche. Prepensionati da una parte e part-time verticali che passerebbero a tempo pieno. Trasformazioni che verrebbero messe in atto alla fine del mese di marzo e per i successivi 90 giorni. Da aprile a giungo, infatti, dovrebbe essere sospeso il contratto di solidarietà, permettendo all’azienda di fare le assunzioni promesse. Per ora i part-time coinvolti sono 14 (il 15% degli 87 andati in mobilità nel 2015 secondo l’accordo del novembre scorso). Ma il numero è destinato a salire, perché nel conteggio andrà inserito il 15% di quelli che aderiranno alla mobilità entro il prossimo 7 marzo. E, secondo i conti fatti dai sindacati, i part-time verticali che passerebbero a full-time saranno tra le 22 e le 24 unità.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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