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Piazza Rossa, ovvero quando c’era il Pci Un libro di Cantini

Piazza Rossa, ovvero quando c’era il Pci Un libro di Cantini

MONTOPOLI. Un salto indietro nel tempo, per ripercorrere la storia dei circoli Arci nella provincia toscana ai tempi dell’Unione sovietica: è quello che ci ha raccontato Pilade Cantini – ex assessore...

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MONTOPOLI. Un salto indietro nel tempo, per ripercorrere la storia dei circoli Arci nella provincia toscana ai tempi dell’Unione sovietica: è quello che ci ha raccontato Pilade Cantini – ex assessore di San Miniato per Rifondazione comunista e attualmente responsabile della corrispondenza del premier Renzi – durante la presentazione del suo libro “Piazza Rossa”, che si è tenuta al circolo Arci “Torre Giulia” di San Romano.

Un’occasione speciale perché Pilade Cantini è arrivato direttamente da Roma - dove lavora per il premier Matteo Renzi - per festeggiare insieme ai “compagni” la “Notte rossa”, prima di ripartire verso la capitale. Composto da una sinfonia di memorie ed aneddoti paesani, “Piazza rossa” racconta la realtà delle feste dell’unità, delle sezioni di partito e delle case del popolo sorte lungo la Tosco-Romagnola, nella zona tra Empoli e Pontedera, dal dopoguerra fino al 1989.

«Il romanzo è fortemente autobiografico, ma ci si possono riconoscere in tanti – dice l’autore – In quel tempo almeno il 60% delle persone, in Toscana, votava per il Pci. Dopo il crollo del muro di Berlino le cose sono cambiate, lasciando spazio ad una realtà diversa».

La storia – che è quella di tutti i circoli Arci del Valdarno – ruota attorno ad un particolare punto di aggregazione: l’Arci di Ponte a Egola. Il cuore pulsante della narrazione è proprio la “piazza Rossa”, intitolata all’operaio genovese Guido Rossa ucciso dalle Brigate rosse nel 1979.

«Ho scritto questo libro per due motivi – continua Pilade – Volevo indagare il legame che c’era, all’epoca, tra l’Urss e la realtà politica locale e rendere omaggio a coloro che hanno fatto parte del Pci. Io sono figlio di una famiglia operaia: se oggi sono quello che sono, è anche grazie all’impegno dei miei genitori, che si sono impegnati a lungo per farmi studiare. Sono proprio le persone di questo tipo, vittime di un senso di vergogna dopo la fine dell’Unione Sovietica, che vorrei ringraziare. State tranquilli: non avete sbagliato niente!».

Ci troviamo così di fronte agli incessanti mutamenti della storia: tra le lotte per i diritti, per la tutela dei lavoratori e del bene comune, le amicizie e gli amori nati ballando nei circoli e alla scoperta dell’associazionismo.

Presenti all’incontro anche Flavio Tenerani (membro del consiglio del circolo “Torre Giulia”), Marco Bonciolini (ex sindaco di Montopoli) e Giuseppe Novino (per anni dirigente del circolo).

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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