Gioco
Parte la registrazione delle biciclette con il chip anti ladri
PONTEDERA. «Non ho la patente per guidare l’auto. Per me la bicicletta è tutto, mi sposto solo con quella. Così, quando ho letto che c’era la possibilità di controllare la bici con un chip, ho...
PONTEDERA. «Non ho la patente per guidare l’auto. Per me la bicicletta è tutto, mi sposto solo con quella. Così, quando ho letto che c’era la possibilità di controllare la bici con un chip, ho voluto subito averlo. Poco tempo fa ho subìto un furto: era andata all’ospedale Lotti con mio marito e, quando sono uscita, ho trovato la sorpresa: la bici era stata rubata e non l’ho più ritrovata».
Anna Zito, 56 anni, ieri mattina alle 9,30 era davanti agli uffici della Siat, pronta a registrare all’anagrafe delle biciclette, il primo in Italia con queste caratteristiche, la sua fiammante due ruote. Il microchip, che viene installato direttamente dal personale della Siat, serve per risalire al proprietario del mezzo. Dovrebbe anche scoraggiare i ladri e mettere fine all’abbandono selvaggio delle biciclette in vari angoli della città.
«Abbiamo censito almeno quaranta bici abbandonate e che dovranno essere smaltite – spiega il comandante della polizia locale, Michele Stefanelli – Sei sono nei nostri magazzini in cerca di proprietario. Tutto ciò ha un costo per la collettività che, con questo nuovo sistema per “tracciare” le bici, dovrebbe ridursi notevolmente».
I primi a installare i microchip nel telaio della loro due ruote sono stati quattro cittadini di Pontedera, tra i quali Anna Zito, che poi è l’unica ad avere avuto a che fare con i ladri. Anche Donatella Ciompi e Massimo Virgili hanno voluto mettere in sicurezza le loro bici, censendole all’innovativo registro della Siat, operazione che costa circa 9 euro. «Ho voluto provare solo per curiosità», racconta Marco Segantini.
Le registrazioni continuano. Basta rivolgersi alla Siat di Pontedera, in via della Repubblica (tel. 0587.59018). Al cittadino vengono assegnati un chip (posizionato nelle bici in un punto nascosto), un adesivo con un codice identificativo che viene fissato al telaio della due ruote, e una tessera – tipo libretto di circolazione - che resta al proprietario.
Il prossimo passaggio (dopo l’anagrafe elettronica) sarà quello di dotare le bici di un vero e proprio antifurto che geolocalizza la bici.(s.c.)
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