Il Tirreno

Pontedera

Nel Valdarno una giornata di paura

Nel Valdarno una giornata di paura

Profilassi per chi ha avuto contatti con il pensionato al circolo Il Sombrero, alla Sala 78 e al Caffè Eni di Ponte a Egola

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. È stato un risveglio brusco e pieno di angoscia ieri per i residenti di Ponte a Egola. Il caso di meningite che si è verificato nella frazione sanminiatese ha subito fatto scattare la corsa alla profilassi. Per questo l’attenzione a partire dalle prime ore della mattinata di ieri si è spostata sul centro direzionale dell’ex Asl 11 in via dei Cappuccini ad Empoli. È qui che già dall’alba si sono recate molte delle persone che hanno avuto contatti diretti con l’uomo colpito dal meningococco di tipo C e adesso ricoverato all’ospedale San Giuseppe.

Amici, parenti e conoscenti che oltre a fare i conti con l’ansia e con la preoccupazione per le condizioni dell’amico hanno dovuto fronteggiare anche l’angoscia di un possibile contagio. Le prime a presentarsi all’ambulatorio e ad arrivare quasi di corsa per sottoporsi alla profilassi sono state due signore.

«Siamo senza parole - raccontano - Lo conosciamo bene perché viene da noi in negozio praticamente tutti i giorni è stato uno shock sapere che si è ammalato. Siamo venute subito a fare la profilassi perché rischiamo il contagio. Purtroppo questa malattia si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la Toscana, ormai sembra diventata inarrestabile».

Dopo di loro invece un uomo anziano sulla settantina, un amico a quanto pare, che ha preferito non parlare. Sono tante le persone arrivate ad Empoli, ma altrettante quelle che hanno deciso di rivolgersi al loro medico curante. Già intorno alle 10 grazie al filo diretto con il centro malattie infettive e vaccinazioni erano state circa una quindicina le persone che “a distanza” si erano sottoposte alla profilassi altrettante quelle arrivate al centro Asl. Il via vai è proseguito fino all’orario di chiusura, ovvero fino le 13, per poi spostarsi alla guardia medica di San Miniato nel pomeriggio.

La preoccupazione per il meningococco di tipo C, ormai, corre anche fra gli ultracinquantenni, in seguito all’ennesimo episodio di meningite che venerdì ha colpito il settantacinquenne di Ponte a Egola. Alla casa culturale di San Miniato basso – dove l’uomo si è recato spesso dal 26 al 4 febbraio – sono in tanti a parlarne. Quando ci avviciniamo per chiedere come si sentono, se sono preoccupati e se hanno deciso di prendere precauzioni dopo essere venuti a conoscenza dell’infausto evento, c’è chi tira fuori dalla tasca del cappotto una scatola di antibiotici.

«Subito dopo aver letto la notizia sul giornale, stamani, ho cercato di acquistare il vaccino alla farmacia più vicina. Purtroppo al momento sono terminati e arriveranno la prossima settimana. Per questo ho deciso di fare almeno la profilassi», dice un assiduo frequentatore del circolo, sebbene non conosca direttamente il malato. L’episodio ha suscitato un certo turbamento tra coloro che amano prendere un caffè, fare due chiacchiere o giocare una partita a carte con gli amici nel locale. In tanti hanno pensato di affrettarsi e correre ai ripari, per tutelare la propria salute. Ma di chiudersi in casa per la paura non se ne parla: «Continueremo a fare la vita di sempre. Che altro dovremmo fare?» dicono alcuni di loro.

Incontriamo anche il sindaco, Vittorio Gabbanini, che invita a «mantenere la calma. È importante non suscitare allarmismi. Deve fare la profilassi soltanto chi è stato a stretto contatto con il malato per un periodo di tempo prolungato».

Per spiegare il corretto comportamento da tenere di fronte al caso, l’amministrazione comunale ha organizzato al Sombrero, nella serata di ieri, un incontro con il dottor Gabriele Mazzoni (direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl).

Troviamo la stessa atmosfera al circolo Arci “Sala 78” di Ponte a Elsa, dove l’uomo si è recato per la tombola nella sera del 31 gennaio, dalle ore 21 alle 24. In questo caso è uno dei membri del consiglio del circolo, Giancarlo Sani, a rassicurare: «Qui è tutto tranquillo. A coloro che devono fare la terapia sono già state date le indicazioni necessarie».

Alessandro Marmugi

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini