Proteste
Il Comune: le docenti saranno licenziate
Dopo la sospensione prosegue il provvedimento disciplinare
PISA. È da giorni, ormai, che si passano tra le mani il Tirreno con quegli odiosi passaggi delle intercettazioni ambientali relative a quello che succedeva nell’asilo nido di Pisa, dove la “sergente di ferro-insegnante” Sonia Ori si era ormai trasformata negli ultimi mesi in un autentico incubo per i bambini. Più leggono e più stentano a crederci, il sindaco Marco Filippeschi e l’assessora alla scuola Marilù Chiofalo. Loro che hanno sempre profuso impegno e risorse perché il sistema dell’istruzione pisano funzionasse come un orologio svizzero e venisse preso a modello da altre realtà, non solo toscane. Dal giorno in cui sono scattati gli arresti domiciliari per la Ori e gli avvisi di garanzia per le colleghe Marcella Ricci e Donatella Castiglioni, gli è caduto il mondo addosso.
Da Palazzo Gambacorti è attesa una ferma reazione. Le tre maestre in questione, il cui vile comportamento è indiscutibilmente documentato dai video e dalle registrazioni audio acquisite dai carabinieri e, successivamente, dalla Procura della Repubblica, devono pagare. Non solo dal punto di vista delle responsabilità penali. Il Comune ufficializzerà la decisione nei prossimi giorni, ma la scelta è quella di aprire, ovviamente, un provvedimento disciplinare a carico delle tre educatrici che dovrà poi necessariamente sfociare nel loro licenziamento. L’amministrazione non poteva non adottare la linea del pugno di ferro di fronte ad una vicenda dai contorni così evidenti ed è certo che prossimamente Sonia Ori, Marcella Ricci e Donatella Castiglioni saranno licenziate. Del resto, in questo Palazzo Gambacorti ha le spalle ben coperte: proprio ieri, sempre sulle colonne del Tirreno, il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Gabriele Toccafondi invocava il licenziamento («Mi auguro che vengano espulse dalla scuola, perché non sono adeguate e degne»), mentre due giorni fa, sempre sul Tirreno, il deputato pisano Federico Gelli commentava l’accaduto auspicando il massimo della pena per le protagoniste.
Intanto, ieri mattina tutte le insegnanti degli asili nido e delle scuole d'infanzia del Comune di Pisa si sono ritrovate nei locali della Sesta Porta per condividere i fatti accaduti. 80 persone insieme all'assessora Marilù Chiofalo, della dirigente dei servizi educativi Laura Nassi e con il supporto della pedagogista, dottoressa Ivana Padoan, che ha costruito l'attuale sistema dei servizi per l'infanzia pisano. Palese lo sgomento per i fatti accaduti ma altrettanto chiara la volontà di reagire per tutelare e far crescere il patrimonio dei servizi per l'infanzia della città. Le stesse insegnanti hanno proposto di dare attuazione immediata ad alcune innovazioni nella modalità di lavoro che erano già allo studio con la dottoressa Padoan prima che si verificassero i fatti, tra le quali la modalità di insegnamento a sezioni aperte. Una modalità pedagogica in cui l'intera struttura lavora a classi aperte in completa condivisione.
Altra iniziativa, sempre proposta dalle stesse educatrici, è quella di aprire le scuole ai genitori in maniera periodica con un coinvolgimento all'interno della vita stessa delle strutture. Si parla dunque di ampliare le giornate di “scuole aperte” in una modalità che verrà adesso studiata e perfezionata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
