Il Tirreno

Pontedera

In 120 per 20 posti da McDonald's a Navacchio

Candidati in fila per il colloquio davanti ai selezionatori di McDonald's (Foto Franco Silvi)
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Candidati in fila per il colloquio davanti ai selezionatori di McDonald's (Foto Franco Silvi)

Ultime selezioni prima delle decisioni finali dopo 1.600 curriculum esaminati. In ballo un contratto di apprendistato da tre anni con prevalenza di part time

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NAVACCHIO Per qualcuno è il miraggio del primo lavoro vero e retribuito. Per altri, però, rappresenta la possibile svolta. O almeno un miglioramento delle ultra precarie condizioni lavorative in cui si trova attualmente. Stiamo parlando di un posto da apprendista, con contratto di tre anni in un fast food da part time, non di un’assunzione a tempo indeterminato a tempo pieno.

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«La situazione è questa purtroppo - dice Tommaso, 25 anni di Vicopisano - Io finora ho lavorato da interinale in un magazzino con rinnovi del contratto settimanali. E quello che potrei trovare da McDonald’s è sicuramente un miglioramento della mia condizione». Parole di un giovane in fila per fare il colloquio decisivo per entrare nella ditta più famosa al mondo in fatto di hamburger. Una selezione cominciata con un annuncio a cui hanno risposto in 1.600 persone che, dopo un paio di scremature, sono rimasti in 120 prima dell’assegnazione dei 20 “vincitori” di una prova di quindici giorni ed eventualmente un contratto triennale.

«Io studio storia all’università - continua Tommaso - Ma chissà, potrei trovarmi bene, fare carriera e rimanere qui per sempre». Al suo fianco c’è Matteo Cobbino di Pisa, 20 anni e diplomato al liceo pedagogico senza alcuna voglia di proseguire gli studi. «Cerco un lavoro per rendermi indipendente - ammette - Ma credo che, se mi dovessero prendere, lo considererei un lavoro di passaggio».

Le persone davanti ai gazebo per l’organizzazione dei colloqui e per fare gli incontri con i candidati sono prevalentemente giovani. Polett Csornij è una ventiquattrenne ungherese. Vive in Italia con il suo ragazzo e ha fatto solo lavoretti saltuari. «Il massimo che finora ho ottenuto è un posto da cameriera in un bar dell’aeroporto - dice nel suo giacchino in simil pelliccia - Voglio un lavoro che, però, non si trova. E allora perché non provare con McDonald’s che è una grande azienda e offre prospettive di carriera...». La ricerca di personale ruota attorno a due elementi: l’assenza di esperienza e l’attitudine a lavorare in gruppo, sotto stress e su turni. Le domande si susseguono sotto i gazebo, mentre Irene Colluto di San Giuliano Terme, 26 anni, ha finito e si avvia all’auto parcheggiata vicino al luogo dove ha appena messo in gioco il suo futuro. O almeno quello dei prossimi tre anni che, a dire il vero, rappresenta un orizzonte lontano per le prospettive dei giovani d’oggi alle prese con l’ingresso nel mondo del lavoro. Irene studia lingue, fa ripetizioni e tradizioni. «Finora ho trovato solo tirocini o stage - racconta - ovviamente non retribuiti. Questa per me è un’opportunità, ma non penso al fatto che potrebbe essere di passaggio o meno. Ho fatto il colloquio e mi è piaciuto il livello organizzativo. È una grande azienda e vorrei quel posto. Per tre anni o per sempre, si vedrà». (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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