Sicurezza
Il poliziotto arrestato per le rapine chiede scusa
Pisa, Daniele Trubiano ha scritto una lettera aperta. A breve uscirà un suo libro autobiografico in cui racconta la sua vita e le indagini a cui ha partecipato
PISA. Chiede scusa il poliziotto che prima di Natale è stato arrestato dopo una rapina alla Conad di S. Alessio vicino a Lucca e indagato per altri colpi avvenuti nei supermercati della provincia di Pisa. Daniele Trubiano, nome d'arte come scrittore di romanzi gialli Daniele Lama, ha scritto una lettera aperta in cui ammette di vergognarsi di quanto ha fatto. E al tempo stesso ha deciso di presentare il libro autobiografico che pubblicgerà a breve dal titolo "Bolle d'affanno", in cui racconta la sua vita di poliziotto. Pubblichiamo un estratto della lettera.
"Dopo tanto pensare ho realizzato che forse era necessario per me e per chi mi conosce bene, che chiedessi scusa per quello che ho fatto, di cui, tra l'altro, mi vergogno terribilmente. Dopo trenta anni di onorato servizio nella polizia di stato, definito da chi mi ha diretto “eccellente”, a causa di una gestione completamente
errata dei miei guadagni, di una separazione e dei debiti accumulati con le finanziarie, ho perso la testa e ho effettuato delle azioni che, non solo ho sempre combattuto, ma che mai avrei creduto di poter compiere e che ad oggi, ho grosse difficoltà ad accettare di avere materialmente eseguito.
Non pretende il perdono, ma spero di poter dimostrare che quello che è successo è stata solo una breve parentesi, orribile della mia vita, in cui io non mi riconosco e che non rappresenta la persona che in realtà io sono. Dopo quello che è successo, avrei voluto sparire e scontare, lontano da tutto, quello che verrà stabilito io debba pagare.
Poi hanno preso il sopravvento in me le parole dello specialista che mi ha seguito i primi giorni della mia detenzione, quando mi ha spiegato che con la mia storia, avrei potuto aiutare tanti che si trovano nelle mie stesse condizioni debitorie e che magari per mancanza di informazioni, oppure meramente per vergogna, possano essere a rischio di commissione di atti di cui poi, si potrebbero pentire per tutta la vita o per i quali magari verrebbero odiati per l'eternità".
Attualmente il poliziotto si trova agli arresti domiciliari, in attesa del processo.
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