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il caso

Il convento a una cooperativa

Quando i frati se ne andranno, diventerà una struttura d’ospitalità

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SAN MINIATO. Una triste novità per il convento di San Francesco, che lascia l’amaro in bocca a chi durante questi mesi ha speso gran parte delle proprie energie affinché i frati minori conventuali non siano costretti ad abbandonare, nel corso del 2016, la città della Rocca.

Sebbene non ci sia stata ancora alcuna comunicazione ufficiale da parte dei vertici dell’Ordine, l’annuncio che padre Alessandro ha fatto dopo la messa delle 10 di domenica 31 gennaio, celebrata nella chiesa di San Paolo (il monastero delle clarisse), non è stato dei più lieti. Il Ministero generale dell’ordine è rimasto toccato dalla forte mobilitazione messa in campo dal comitato che si sta battendo contro la chiusura del convento, eppure lo sforzo non è servito a cambiare una decisione ormai presa: questa, in sintesi, è stata la comunicazione del religioso.

«Per fortuna i Francescani non venderanno la struttura. In questo modo resta aperta la possibilità di un loro possibile ritorno, in futuro – dice il pittore Luca Macchi, che insieme ad Andrea Mancini ha dato vita al comitato cittadino - Nei prossimi giorni verranno effettuati i sopralluoghi dai futuri destinatari della struttura: una comunità di volontari (composta da sette persone) che prenderà in gestione il Convento, facendone un luogo di spiritualità e una struttura di ospitalità. Si tratta della cooperativa “Nuova orizzonti”, con sede a Frosinone. Insieme a loro ci sarà anche un sacerdote per celebrare le funzioni religiose e provvedere agli altri incarichi legati alla fede».

Lo stesso padre Alessandro non smentisce la notizia e conferma l’avvenuto contatto con la cooperativa da parte dei vertici dell’Ordine, ma tiene a precisare che non c’è ancora niente di ufficiale e definitivo nelle decisioni che riguardano il futuro del convento di San Francesco.

Forse è proprio per questo che i cittadini sono ancora più amareggiati: «Abbiamo intenzione di fare un nuovo incontro pubblico – continua Luca Macchi – in modo da informare la popolazione della decisione. Per questo speriamo che possa partecipare anche il Padre provinciale. Mi piacerebbe che fossero gli stessi membri dell’Ordine a comunicare apertamente la loro posizione».

Una questione molto sentita dalla comunità sanminiatese, che a fine gennaio ha inviato una lettera al Padre provinciale, al Padre generale dell'Ordine e al padre guardiano del convento dei frati minori conventuali per chiedere che la struttura non venga chiusa. Le firme spedite sono state 760, ma la raccolta è andata avanti arrivando a superare le 800 adesioni. Un messaggio è stato inviato anche al Papa.

«San Francesco ha fondato questo convento e mai mi sarei aspettato che venisse lasciato. Spero si tratti di una temporanea. Il fatto che venga mantenuta la proprietà lascia ben sperare. – conclude Macchi – Quello che chiediamo, ormai, è solo una risposta ufficiale. Dopo una tale dimostrazione d’affetto pensiamo di meritarcela».

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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