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Pontedera

Piaggio, si riparte fra tante incognite

Piaggio, si riparte fra tante incognite

Oggi assemblea dei lavoratori, domani incontro con l’azienda

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PONTEDERA. La vera partenza del 2016 per la Piaggio sarà stamani, quando tutti gli operai torneranno al lavoro, salvo una trentina che saranno impegnati in rotazioni nel reparto Ckd (piccole serie di veicoli che vengono prodotti in Italia in “kit” e assemblati all'estero). Un avvio dopo il lungo stop produttivo che sarà caratterizzato da tre assemblee alla vigilia dell’incontro tra azienda e sindacati all’Unione Industriale Pisana per discutere della mobilità.

Tre assemblee. Una ripartenza che arriva in un momento delicato per il futuro dell’azienda. Secondo i sindacati ci sono tante incognite su cui confrontarsi con la dirigenza. La mobilità, certo, ma anche i livelli produttivi e le scelte in fatto di nuovi modelli per incrementare il lavoro nello stabilimento di Pontedera sono i punti interrogativi di cui discuterà la fabbrica nelle prossime settimane. Gli appuntamenti, del resto, sono di quelli importanti. Oggi dalle 8 alle 9 assemblea in meccanica, dalle 10 alle 11 alla 3r e dalle 14,30 alle 15,30 in 2r. Domani in Confindustria per la mobilità, a fine mese incontro per la valutazione della programmazione fatta da Piaggio per il 2016 dal punto di vista delle vendite previste e, quindi, della produzione. E a marzo sindacati e dirigenti si confronteranno sull’eventuale interruzione del contratto di solidarietà per 90 giorni, periodo in cui dovrebbero essere trasformati in full time alcuni part time verticali.

Il momento del confronto. «Abbiamo chiesto l’assemblea alle altre sigle sindacali della Rsu per fare il punto della situazione sul futuro che ci aspetta in questa azienda - dice Simone Selmi, membro della Rsu in quota Fiom Cgil - Crediamo sia giusto confrontarsi con i lavoratori alla ripresa della piena attività e alla vigilia di così tanti incontri importanti che avremo con l’azienda. Di sicuro c’è la necessità di cambiare passo nelle relazioni con Piaggio. Continuare a nascondersi dietro gli ammortizzatori sociali potrebbe essere un boomerang per gli operai che, alla fine, sarebbero gli unici a pagarne le conseguenze. Dobbiamo capire le intenzioni dell’azienda per la produzione di Pontedera anche alla luce delle scelte di realizzare in Vietnam gli unici due nuovi modelli presentati recentemente. A Pontedera serve lavoro e un progetto anche per l’indotto. Diversamente non ci sarà un futuro roseo per noi. Il sindacato, in tutto questo, ha un ruolo chiave. E deve tornare a occuparsi dei lavoratori, smettendo di farsi guerre interne».

«Serve un cambio di rotta». Di sicuro, se il mercato delle due ruote fosse florido e con prospettive non ci sarebbero grossi problemi. Così come se Piaggio producesse tutti i suoi veicoli a Pontedera i volumi riuscirebbero a sostenere il numero di dipendenti. «Stando così le cose, però, non c’è lavoro per tutti - aggiunge Selmi - e se gli ammortizzatori sociali finiranno, cominceremo a parlare di esuberi. Ecco perché il momento chiave per invertire la rotta è adesso».

Momento infuocato. Si preannuncia quindi un periodo infuocato nel mondo sindacale metalmeccanico a cominciare dalle assemblee di oggi quando i rappresentanti dei lavoratori in maniera unitaria incontreranno gli operai.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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