La manifestazione
La girandola di prof inguaia due classi
La protesta al “Fermi”: da settembre valzer di docenti di economia aziendale, materia centrale del corso di studi
PONTEDERA. Dall'inizio dell'anno scolastico hanno visto avvicendarsi dietro alla cattedra una lunga serie di professori. Il titolare, poi il supplente, poi il supplente del supplente e così via. Un continuo ricambio di docenti che, a poco più di quattro mesi dalla fine delle lezioni, rischia di giocare un pessimo scherzo agli studenti dell'istituto Enrico Fermi di Pontedera.
La colpa, stando alla spiegazione fornita dal dirigente del Fermi Luigi Vittipaldi, non è da attribuire alla scuola. La vicenda sembra più il frutto di un mix micidiale di sfortuna e burocrazia. Di sicuro ci sono una classe terza e una quinta dell'indirizzo amministrazione, finanza e marketing, tremendamente indietro con il programma ministeriale di economia aziendale. Non esattamente una materia marginale rispetto all'indirizzo del corso di studi delle due classi. Ma, anzi, una di quelle principali.
Spettro maturità. E se per i ragazzi di terza c'è la possibilità di recuperare sfruttando i due anni rimanenti prima della fine del percorso superiore di studi, i colleghi di quinta sono terrorizzati dalla maturità. È notizia di questi giorni, infatti, che per il loro indirizzo di studi è uscita proprio economia aziendale come materia d’esame. La paura fa novanta tra i banchi del Fermi. E intanto di fronte alla lavagna continuano a cambiare i “prof”, anche se, da lunedì, la situazione potrebbe tornare alla normalità.
Il ballo dei supplenti. La scuola è appena iniziata e anche al Fermi cominciano le lezioni. Le classi terza AAF e quinta AAF hanno il loro docente di economia aziendale. Il tempo di qualche lezione ed ecco il primo giro di valzer. Per motivi personali il professore lascia la cattedra, che viene affidata a un supplente. Anche il “secondo round” è fulmineo: via anche il sostituto numero due, spostato in un altro istituto in seguito all'aggiornamento delle graduatorie ministeriali. Arriva il terzo professore, i ragazzi credono che il loro calvario sia finito ma, colpo di scena, ecco la lettera di dimissioni. Il docente si licenzia. E le classi tornano scoperte. Il tempo passa e gli studenti non ci capiscono più niente. Ogni docente, infatti, riprende il programma quasi dall'inizio e ad ogni “cambio” da dietro i banchi ascoltano sempre il solito disco. Nel registro, nel frattempo, compaiono pochissimi voti. «Abbiamo soltanto una valutazione – spiegano i ragazzi di terza AAF – e su 29 alunni, solo 9 hanno la sufficienza».
Parla il preside. «Dobbiamo tenere sotto controllo una quantità incredibile di situazioni, ma, al tempo stesso, è nostro dovere stare attenti ai numerosi vincoli imposti dalla legge», spiega il preside Luigi Vittipaldi, che illustra i diversi passaggi della vicenda: «Il primo professore ha lasciato per motivi personali, poi il supplente è stato costretto a spostarsi seguendo la graduatoria ministeriale aggiornata. Successivamente è arrivato un altro docente, che però, una volta ottenuta la cattedra al Fermi si è stranamente licenziato. La riforma della “Buona scuola” ha portato all'istituto dodici nuovi professori, che però possono essere utilizzati soltanto per attività alternative alla didattica, per lezioni pomeridiane o per supplenze non superiori a dieci giorni. Si tratta di una situazione estramemamente delicata», dice ancora Vittipaldi, che chiude con una promessa ai suoi ragazzi: «Mi sono attivato per risolvere questa assurda situazione. Ma da lunedì dovrebbero avere un nuovo insegnante, che li guiderà fino al termine dell'anno scolastico».
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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