Attenzione
Interporto, nasce il super condominio
I proprietari hanno raggiunto un accordo, a breve partiranno le opere di manutenzione su un’area in parte abbandonata
SAN MINIATO. I tecnici l’hanno chiamato “super condominio”. Come una sorta di grande palazzone affollato, diviso in più parti, i cui condòmini, però, risultano spesso difficili da rintracciare o rispondenti in molti casi ai tribunali fallimentari.
È il “super condominio” dell’interporto di San Donato, nel comune di San Miniato, pensato per mettere ordine all’intricato groviglio di società che caratterizza l’area, chiamando tutti a raccolta per garantire e finanziare almeno un po’ di manutenzione. Un’area, del resto, che da anni versa in uno stato di degrado assoluto, a testimonianza di un progetto, quello del grande polo della logistica del Cuoio, arrivato in evidente ritardo rispetto alle necessità del distretto e subito arenatosi nelle sabbie della crisi. Un’operazione andata storta, che oggi lascia come eredità scheletri di cemento e capannoni in buona parte vuoti. Da qui la necessità di garantire la manutenzione di strade e spazi comuni, promossa dall’amministrazione di San Miniato con la costituzione, appunto, del cosiddetto “super condominio”.
Un tema che ha tenuto banco anche nella consulta di San Donato riunita di fronte ad una platea di cittadini che da anni attendono risposte.
«I primi interventi di manutenzione partiranno a breve – ha annunciato l’assessore Manola Guazzini – Il super condominio sta già raccogliendo le quote di tutti i soggetti presenti nell’area».
«Non è stato facile – ha detto il sindaco Gabbanini – perché sulla questione interporto sono coinvolti ben tre giudici fallimentari».
A fare da amministratore del mega condominio è Massimiliano Sedoni, che ha messo assieme, in pratica, i vari condomìni che caratterizzano i diversi edifici dell’interporto. L’obiettivo è quello di restituire un’immagine di maggior decoro alla zona, nella speranza di investimenti e progetti capaci di rilanciarla. Negli ultimi anni, tuttavia, qualche privato si è fatti avanti occupando alcuni dei capannoni, anche se, come sottolineato da un cittadino alla consulta, «queste aziende lavorano in un contesto non finito e non sicuro, perché le opere idrauliche, ad esempio, non sono mai state completate».
«L’interporto, purtroppo, è un progetto arrivato in ritardo – ha risposto il sindaco Vittorio Gabbanini – e adesso ne paghiamo gli effetti in modo pesantissimo. Tuttavia, quando un privato viene a chiederci informazioni, da parte nostra siamo ben contenti di agevolare ogni insediamento, anche se dobbiamo sempre verificarne la compatibilità con la presenza del liceo Marconi che, sa da un lato aiuta a tenere viva l’area, dall’altro di fatto ne ostacola lo sviluppo. Perché questa, certo, non è la collocazione giunta per un liceo».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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