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Addio don Lido il sacerdote anima del Palio

Addio don Lido il sacerdote anima del Palio

Ponte a Elsa: avrebbe compiuto 81 anni a luglio I funerali saranno celebrati oggi alle 15

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PONTE A ELSA. Fino all’ultimo momento della sua vita ha conservato il piglio organizzativo e intraprendente. Ancora l’altro pomeriggio, ad esempio, si era occupato dei preparativi in vista del prossimo Palio di San Lazzaro, per poi seguire le prove di canto dopo cena. Rientrato a casa intorno a mezzanotte, è stato colto da un malore alle 3 di notte. Immediato l’allarme e i tentativi di rianimazione, che tuttavia non sono riusciti a salvare il canonico don Lido Freschi, 80enne, parroco di Ponte a Elsa da oltre trent’anni, anima e simbolo del paese al quale ha dedicato gran parte della sua vita.

Originario di San Miniato Basso, dove era nato il 14 luglio del 1935, don Lido era stato ordinato sacerdote nel 1952. Dopo alcuni mesi a Santa Maria a Monte e a San Miniato Basso, era stato parroco a Castelfranco dal ‘63 al ‘66, per poi trasferirsi in Valdera come priore di Parlascio. Nell’inverno 1982 l’approdo nella parrocchia di Pino a Ponte a Elsa, intitolata ai santi Filippo e Giacomo, accolto dal vescovo Paolo Ghizzoni e dall’allora sindaco di San Miniato Luciano Nacci.

Dotato di ottima capacità organizzativa e modi di fare sinceri, anche se in apparenza un po’ burberi, don Lido si pose subito l’obiettivo di far vivere il paese, superando la divisione invisibile che separa la chiesa in alto dalla parte bassa lungo il fiume. Nasce da qui l’idea del primo Palio di San Lazzaro che ogni anno, oltre ad animare Ponte a Elsa, ha portato nella piccola frazione di San Miniato un’opera d’arte, realizzata di volta in volta da un artista diverso, dedicata alla resurrezione di San Lazzaro. Prima gli artisti locali, poi l’avvio della preziosa collaborazione con l’Accademia di Brera e con il professor Natale Addamiano, dando vita nel tempo ad una collazione di arte sacra unica nel suo genere. Un’iniziativa che negli anni don Lido aveva portato avanti con l’aiuto dell’indimenticato Nilo Mascagni. A metà degli anni ’80, insieme ad alcuni parrocchiani, aveva anche promosso la nascita degli sbandieratori di San Lazzaro, riuscendo a coinvolgere decine di giovani. Non mancano poi le esperienze oratoriali estive, la volontà di mantenere le tradizioni e le feste religiose, con un contatto costante con i ragazzi.

Parroco sempre “sul pezzo”, don Lido si era anche impegnato di recente per il concerto di benvenuto al nuovo vescovo. Anche l’altro giorno, si era incontrato con Fabrizio Mandorlini per definire gli ultimi dettagli del Palio 2016, ipotizzando per il 9 marzo la presentazione ufficiale del “cencio” alla quale aveva invitato anche il vescovo.

Adesso don Lido lascia al paese un’eredità preziosa da portare avanti. Nel suo cassetto, rimane il sogno di una pinacoteca con le opere dedicate a San Lazzaro, e l’idea di trasformare la canonica in un punto di accoglienza per i pellegrini della Francigena.

A celebrare le esequie funebri sarà il vescovo Andrea Migliavacca; la cerimonia è prevista per le 15 di oggi nella chiesa parrocchiale dei santi Filippo e Giacomo di Ponte a Elsa.

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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