Il Tirreno

Pontedera

Anfiteatro, stop al piano di scavo

Volterra: la riorganizzazione del ministero blocca il progetto. Sono a rischio anche i finanziamenti

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VOLTERRA. Il progetto di scavo per l’anfiteatro romano scoperto a Volterra la scorsa estate è fermo. Lo annuncia la funzionaria della Soprintendenza ai beni archeologici, Elena Sorge, chiamando in causa la riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali illustrata dal ministro Franceschini in parlamento pochi giorni fa.

«In questa fase nessuno sa chi fa cosa e la macchina burocratica è praticamente ferma - dice Sorge - E l’anfiteatro volterrano è nella stessa situazione». Una tegola che arriva in una fase delicata, visto che archeologi e tecnici erano al lavoro per stilare un piano di scavo, documento fondamentale per reperire le risorse necessarie a far riemergere dal terreno il ritrovamento di epoca romana.

Ma è in dubbio anche il futuro della stessa Elena Sorge a Volterra, dopo anni di lavoro e di scoperte molto importanti per la città. «Non so cosa farò, visto che mi dovrei trasferire da Firenze a Pisa - afferma - Devo riflettere sul mio futuro». Per Volterra sarebbe una grave perdita, oltre che una beffa enorme. Sorge è tra i personaggi più importanti nella vicenda del ritrovamento dell’anfiteatro romano. Perderla ora vorrebbe dire dover ricominciare gran parte del lavoro iniziato.

La macchina per cominciare a scavare nella zona di Porta Diana, luogo della scoperta archeologica che, quando venne annunciata fu definita «la più importante del secolo in Italia», era ormai in moto. Comune, Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e lo stesso istituto di credito avevano messo a disposizione finanziamenti per una parte iniziale dello scavo. Quella necessaria per cominciare a capire l’entità del ritrovamento. A questo, però, doveva seguire uno studio vero e proprio delle dimensioni, una valutazione del cosiddetto interro (la quantità di terreno da togliere per far riemergere la struttura) e, in base a tutto questo, un calcolo del denaro necessario per riportare l’anfiteatro al suo antico splendore. A questo punto sarebbe partita la ricerca delle risorse economiche, tra finanziamenti statali e contributi privati a cui l’amministrazione comunale, in realtà, sta lavorando da tempo portando avanti incontri con aziende e possibili investitori nel progetto.

Un iter lungo e difficile, ma che la riforma di Franceschini potrebbe far morire sul nascere o quantomeno rallentare in maniera rilevante.

In questa fase, infatti, i reperti fin qui ritrovati sono coperti per proteggerli dal maltempo. In inverno non si scava, ma si progetta in vista di primavera. Ma ora i tempi rischiano di dilatarsi.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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