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Pontedera

Dna, torna l’incubo di diciassette esuberi

Dna, torna l’incubo di diciassette esuberi

Il 3 febbraio l’azienda che opera al magazzino Piaggio incontrerà i sindacati. Intanto il sindacalista licenziato fa ricorso

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PONTEDERA. La Dna ha ritirato quattro licenziamenti dopo le proteste, ma l’organico rimane sovradimensionato rispetto alla commessa stabilita nel subappalto.

Con questi presupposti i sindacati si riuniranno con la Lintel il 3 febbraio per affrontare il caso della Dna, la cooperativa che gestisce un centinaio di dipendenti al magazzino ricambi della Piaggio.

Lintel è il gruppo a cui appartiene Dna e che ha ricevuto il subappalto da Ceva che a sua volta ha un contratto di appalto con Piaggio. Quella del 3 febbraio sarà una riunione fondamentale per comprendere la situazione e gli sviluppi per il futuro.

«L’azienda ha confermato i 17 esuberi - spiega Ombretta Pieracci di Filcams Cgil - e ci ha ribadito il fatto che ci la struttura sia sovradimensionata rispetto alla mole di lavoro. Secondo noi non è così. O meglio, è vero in inverno, quando il lavoro cala. Ma in primavera ed estate i lavoratori sono chiamati da sempre allo straordinario. E addirittura ne vengono assunti di nuovi con contratti a tempo determinato».

Facile, quindi, immaginare un confronto acceso tra le parti, viste le posizioni di partenza dei rappresentanti dei lavoratori e dell’azienda. Un clima meno acceso, però, rispetto a quello vissuto poco tempo fa con gli operai di Dna e Ceva a fare i picchetti davanti al cancello del magazzino per dire no ai quattro licenziamenti messi in pratica. Una battaglia vinta e certificata dalla Direzione territoriale del lavoro che ha confermato il ritiro delle procedure di licenziamento.

Resta in piedi, invece, il licenziamento di Sandro Giacomelli, il sindacalista dei Cobas mandato a casa dopo sei provvedimenti disciplinari in appena quattro mesi. Un caso che ha portato varie sigle sindacali a esprimere solidarietà nei confronti dell’operaio. Una vicenda che dovrebbe essere affrontata anche nel confronto che sindacati e azienda avranno all’inizio del prossimo mese.

Giacomelli, intanto, ha impugnato in via stragiudiziale il licenziamento, con una lettera inviata dai legali del lavoratore all’azienda. Gli avvocati incaricati da Giacomelli di assisterlo stanno preparando il ricorso, in modo da portare davanti al giudice del lavoro la vicenda che molti hanno definito discriminatoria.

Cobas e Rifondazione comunista, infatti, hanno sottolineato come «sia evidente che il licenziamento di Giacomelli sia legato alla sua attività sindacale all’interno del magazzino ricambi Piaggio per tutelare i diritti dei lavoratori della cooperativa Dna. Un fatto grave che non può passare inosservato».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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