Lutto
«Quel vigile ha fatto il suo dovere a chiamare l’Asl»
I Cobas difendono l’agente della polizia municipale che ha segnalato i problemi strutturali del comando
CASCINA. «Se l'amministrazione comunale ha intenzione di sanzionare e aprire un procedimento disciplinare a carico di un lavoratore che ha avuto il senso civico di mettersi in gioco a tutela della salute e della sicurezza di tutti i colleghi, sappia che non staremo a guardare».
Comincia così l'intervento dei Cobas sulla situazione che si è venuta a creare a Cascina all'interno della polizia municipale dopo che un dipendente ha chiesto l’intervento dell’Asl per verificare alcuni aspetti della sede del comando che hanno a che fare con la sicurezza sui luoghi di lavoro. La normativa di tutela della salute e della sicurezza «pone a carico dei lavoratori e, in particolare dei preposti, dei precisi doveri, tanto che il Testo unico sulla sicurezza prevede specifici obblighi sanzionabili in merito, obblighi dei quali gli amministratori e i dirigenti comunali dovrebbero essere a conoscenza. Per quanto riguarda i lavoratori, l'articolo 20 del Testo unico sancisce l'obbligo sanzionabile penalmente per il quale essi devono "segnalare al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d) (attrezzature, dispositivi di sicurezza, dispositivi di protezione individuali), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza». Per quanto riguarda i preposti, come il caso del dipendente della municipale che rischia la sospensione per avere segnalato presunte irregolarità all'Asl, «la normativa è ancora più "pressante" imponendo all'articolo 19 del Testo unico l'obbligo, sempre sanzionabile penalmente, di "segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro"». «È evidente - aggiungono i Cobas - che il mancato intervento da parte del datore di lavoro, o dei dirigenti, per l'efficace e definitiva risoluzione delle problematiche segnalate da lavoratori e preposti, li pone in una situazione di corresponsabilità ovvero di complicità con i vertici aziendali e di responsabilità penale e civile a seguito di lesioni ai lavoratori dovute ai mancati adempimenti». Di conseguenza il lavoratore «che ha segnalato a datore di lavoro e dirigenti il mancato adempimento agli obblighi di legge su salute e sicurezza sul lavoro (che costituiscono reati penali) e che ha reiterato tali segnalazioni senza ricevere nessuna risposta da parte dei vertici aziendali, si trova costretto a richiedere l'intervento degli organi di vigilanza (il Dipartimento salute e sicurezza della Asl o, a seconda dei casi, i vigili del fuoco)».
Sulla vicenda "Il Tirreno" ha chiesto un commento al sindaco Antonelli e all'amministrazione. Attraverso l'ufficio stampa hanno fatto sapere che non intendono rilasciare alcuna dichiarazione sulle questioni della sede della polizia municipale e sul sopralluogo dell'Asl avvenuto nei giorni scorsi.(s.c.)
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