Sicurezza
Un secolo di dirigibili ricostruito e raccontato dal designer Pinucci
PECCIOLI. Furono, sono e saranno sempre le immense navi dei cieli. Strutture mastodontiche, imponenti come divinità, ma non prive di punti deboli, soprattutto in mezzo alle tempeste. Pietre miliari...
PECCIOLI. Furono, sono e saranno sempre le immense navi dei cieli. Strutture mastodontiche, imponenti come divinità, ma non prive di punti deboli, soprattutto in mezzo alle tempeste. Pietre miliari dell’aviazione, protagoniste di imprese memorabili e record che hanno fatto epoca, come pure di disavventure finite in tragedia: vedi l’incendio dell’Hindenburg (1937), il più grande oggetto volante mai costruito dall’uomo.
“Airships. Un secolo di dirigibili” è il titolo del volume che racchiude, attraverso un progetto editoriale innovativo (che include la creazione di un’apposita casa editrice, la “Hun in the Sun”, www.huninthesun.it), la grande storia delle aeronavi. Dal 1852, anno in cui i francesi fecero volare il primo dirigibile. «Tali colossi potevano raggiungere quote inimmaginabili, per l’epoca», spiega Max Pinucci, ideatore del progetto “Airships” e autore del libro che ne raccoglie i risultati in 112 pagine panoramiche di grande formato (45x28 cm), accurati profili in scala, infografiche (rotte, prestazioni, timeline, hangar, dimensioni, sezioni, basi, ecc.).
«Ma sono tanti gli aspetti che stupiscono, quando si parla di dirigibili. Le distanze enormi che attraversavano, ciò che si poteva trovare al loro interno, il dispiegamento di uomini e mezzi che ruotava loro attorno. Sembra fantascienza, ma è storia. Una continua scoperta per tutti noi». Parla al plurale, Max, designer e pilota pontederese, da sempre innamorato del volo - passione poi diventata anche un mestiere: il suo studio, “MBVision”, con sede a Peccioli, è uno dei maggiori partner della “Pipistrel Aircraft”, azienda leader nella progettazione e produzione di velivoli ultraleggeri di cui “MBVision” cura il design di interni ed esterni. In “Airships”, stampato da Bandecchi & Vivaldi, il suo ruolo è stato anche quello di “regista”.
Abile nel contagiare gli altri col proprio entusiasmo, non ci ha messo molto a coinvolgere nell’«avventura» i maggiori esperti mondiali del settore. È anche grazie al loro contributo se “Airships”, a neanche due mesi dall’uscita, è stato salutato dalla stampa specializzata internazionale come il più bel lavoro mai realizzato sui dirigibili. Gli elogi a Pinucci e al suo dream team - Gregory Alegi (Italia), Sergei Bendin (Russia), Basilio Di Martino (Italia), Dan Grossman (Usa), Andreas Horn (Svizzera), Carl-Oscar Lawaczeck (Svezia), Thibault Proux (Francia), Alastair Reid (Uk) - continuano a fioccare dall’Italia come dall’estero. Tra i più entusiasti sostenitori di “Airships” c’è Bruce Dickinson, cantautore e pilota inglese, voce degli Iron Maiden e capitano della compagnia aerea Astraeus Airlines, che del volume firma la prefazione. (a.l.)
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