Sicurezza
Ciclabile da rifare Cantini: fu colpa del subappaltatore
Ponsacco, la copertura presentò problemi dopo pochi mesi Ma la ditta respinge la versione dei fatti fornita dal Comune
PONSACCO. «Il manto di copertura della pista ciclabile Ponsacco-Le Melorie è stato realizzato nell’anno 2002 dalla ditta Thermos Habitat srl di Castelnuovo Valdicecina in regime di subappalto».
È questa la versione che fornisce la ditta Cantini Costruzioni di Ponsacco rispetto al caso della pista ciclabile costruita tra il capoluogo e la frazione: un’opera che dopo pochi mesi dopo la realizzazione cominciò letteralmente a “sfogliarsi”.
In un primo momento, attraverso informazioni fornite dal Comune, era emerso che il diretto responsabile della costruzione della pista ciclabile fosse la ditta Cantini. Oggi la stessa impresa dice la sua a riguardo. E nega ogni responsabilità rispetto all’evidente problema emerso sulla copertura della ciclabile, che dovrà essere rifatta.
«Non è vero che la ditta Cantini Costruzioni abbia di fatto realizzato la pavimentazione della pista ciclabile - si legge in una nota dell’azienda firmata da Moreno Cantini in qualità di titolare della ditta - A noi tramite il consorzio Cotrep furono appaltati i lavori di realizzazione del percorso riservato ai ciclisti, ma il manto di copertura è stato realizzato dalla Thermos Habitat che pose in opera una pavimentazione ecologica di tipo thermostab».
Una soluzione che «difettò» e che fu «contestata» da Cantini, «il quale promosse anche causa» contro Thermos al Tribunale di Pontedera «ottenendo sentenza favorevole nel 2011, poi passata in giudicato». In pratica, Cantini ottenne di «poter compensare il residuo corrispettivo del subappalto con i danni provocati da Thermos».
Insomma, una vicenda passata per vie legali, ma non è vero, come spiegato nella nota, «che Cotrep abbia promosso una causa nei confronti di Cantini Costruzioni». E non è vero neppure il fatto che «nel 2014 ci sia stata una sentenza riguardante il consorzio e la ditta Cantini». Un altro elemento negato dall’azienda di Ponsacco è che «la vicenda sia in correlazione con presunti “problemi” aziendali dei suddetti enti».
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