Lutto
«Incappucciato mi ha puntato la pistola contro»
Parla l’anziana che ha messo in fuga un bandito «Ha suonato alla porta, pensavo fosse mio figlio»
MORRONA. Tutto poteva immaginare Olimpia Cocco, classe 1940, tranne che trovarsi alla porta di casa un uomo incappucciato e armato di pistola. Così l’altra sera, quando la pensionata ha sentito suonare il campanello - mancavano pochi minuti alle 19 e stava guardando la tv - non è stata a farsi tante domande. Il paese di Morrona, dove vivono poche centinaia d’anime, sembrava deserto. E lei ha pensato che alla porta di casa ci fosse il figlio. «Ho sentito suonare e ho chiesto subito: “Sei Filippo?”. L’uomo mi ha risposto di sì. Ho aperto la porta e mi sono ritrovata con uno sconosciuto davanti. Aveva i guanti e un cappuccio in testa. Era italiano, sono sicura. Ma non ho pensato a questo. Il fatto è che aveva una pistola. Dicono che fosse un’arma giocattolo, ma in quel momento non ho avuto tanto tempo per pensare...».
Incontriamo la pensionata che con la sua ferma reazione è riuscita a mettere in fuga lo sconosciuto. È accaduto nell’abitazione della donna, al centro della frazione nel comune di Terricciola. Qui tutti si conoscono. Ma l’altra sera quando la donna ha chiesto aiuto, gridando con tutte le sue forze, non si è fatto avanti nessuno. «Siamo tutti anziani – racconta – magari a quell’ora erano tutti in casa con la tv accesa. Non avranno sentito».
Tornando al racconto dei pochi minuti di faccia a faccia con il malvivente, la donna dice di non aver mai perso lucidità, anche se ovviamente ammette di avere avuto paura.
«Ho aperto la porta e lui ha cercato di spingermi in casa. Diceva: “Vieni, non ti faccio niente”. Avrà avuto 50 anni. Poi, saranno stati attimi non lo so, quell’uomo mi ha appoggiato la pistola sotto un occhio e ha sparato. Ho sentito un rumore strano, ma è certo che quella era un’arma giocattolo. Quando i carabinieri sono arrivati hanno cercato il pallino, ma non hanno trovato niente».
Forse un’arma ad aria compressa, i carabinieri ipotizzano una pistola da softair, usate per la guerra simulata. «Che devo dire? Questo è un paese tranquillo. La gente era abituata, in particolare le persone anziane, a lasciare le chiavi nella porta di casa. Questo succedeva fino a poco tempo fa, ora bisogna stare attenti. Io stessa quando era vivo mio marito, non avevo quelle attenzioni che ho ora».
Difficile capire con cosa abbia sparato lo sconosciuto. «All’inizio mi era rimasto un segno rosso sotto l’occhio, poi lentamente è andato via. Vi assicuro che non è stato un momento facile anche se ho trovato la forza di reagire».
Si può dire che Olimpia, madre di due figli e nonna, ha dimostrato di avere un grande coraggio. Lei ha sbarrato la porta di casa al ladro, lo ha respinto evitando così che lui la spingesse verso l’interno. Si è messa a urlare e lo ha costretto ad allontanarsi a piedi per le vie del paese.
Poi il figlio Filippo, arrivato subito dopo, ha chiamato i carabinieri. I carabinieri di Terricciola sono rimasti a lungo davanti alla casa dalle pareti esterne rosa per ricostruire cosa aveva fatto il malvivente e quella che è stata la pronta reazione della donna. «L’ansia resta, ma alla fine sono stata fortunata perché non è successo niente di grave. Ho chiamato anche l’altro mio figlio, Emiliano, che poi è rimasto a dormire con me».
Ora a Morrona i pensionati stanno con le orecchie dritte. Certo è che nessuno di loro fino all’altra sera aveva mai pensato di dover avere a che fare con un ladro che per entrare suona alla porta di casa, sapendo che troverà, come nel caso di Olimpia, una persona sola e avanti con l’età. Un soggetto debole, di cui approfittarsi. Ma per stavolta al malvivente è andata male.
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