Attenzione
Sospetti di caporalato tra gli abusivi
Turni e rotazioni per gli immigrati nei parcheggi. E tra chi decide c’è un senegalese anziano
PONTEDERA. Programmazione dei turni e rotazione nelle varie postazioni. In apparenza sembra l’organizzazione di un qualsiasi ufficio personale di un’azienda. Invece si tratta del sistema con cui vengono gestiti i venditori ambulanti nei parcheggi della Pam e dell’ospedale. Un metodo confermato da un paio di senegalesi coinvolti in questa attività. Entrambi anonimi e padri di famiglia, con regolari permessi di soggiorno e in cerca di un lavoro “normale” che, però, non arriva. Così si mettono alle dipendenze di questa sorta di caporalato in cui ci sarebbe un senegalese anziano, da anni in Italia, il quale deciderebbe turni e posizioni nelle due grandi aree della vendita abusiva di calzini e fazzoletti.
Il parcheggio del supermercato lungo la Tosco Romagnola è uno dei punti focali del tanto discusso fenomeno dei posteggiatori e venditori. Un tempo questo era un punto di grande afflusso di clienti e, di conseguenza, attirava numerosi extracomunitari. La crisi, però, ha ridotto in maniera notevole la torta da spartirsi. «Infatti nei giorni infrasettimanali siamo solo in due - dice un senegalese di 44 anni, laureato in matematica, sposato e padre di quattro figli rimasti in patria - Mentre nel weekend siamo in cinque o sei. L’altro giorno ho guadagnato 7 euro e 50 dalle 8 alle 4 del pomeriggio. Un tempo in un giorno riuscivo a prendere anche 15 euro». Il venditore racconta come funziona il “sistema”: «Veniamo assegnati a questo parcheggio o a quello della Coop di Ponsacco o alla zona dell’ospedale, dove ci sono sempre 40 venditori. A me non piace andare lì, perché si guadagna poco».
Nelle vicinanze del Lotti, nell’enorme piazzale dove extracomunitari cercano di racimolare spiccioli da chi posteggia l’auto, la mole di venditori è come sempre enorme, malgrado i periodici blitz delle forze dell’ordine. Un paio di gruppetti sono seduti sulle panchine lungo il parcheggio, alcuni stanno in piedi nelle corsie e altri sono posizionati nell’area di sosta che si affaccia su via Fantozzi. «Per forza siamo tanti - dice il senegalese vicino alla macchinetta per il pagamento del parcheggio - qui è molto grande e c’è tanto lavoro». Il quarantenne aiuta le persone con le procedure per il pedaggio e molti gli concedono qualche moneta. «Senza di lui sarebbe un problema - dice Mara Doni di Ponsacco - perché la macchinetta spesso non funziona».
«Cerco di non essere invadente - dice l’uomo - perché conosco i rischi della mia condizione. Non voglio essere confuso con chi è troppo irruento e si comporta male. Ogni tanti mi sono preso anch’io le parolacce, ma continuo a lavorare senza farci caso. Anche perché questi sono gli unici soldi che riesco a guadagnare. E meno problemi creo, più possibilità ho di avere denaro per far mangiare la mia famiglia». La gestione dei venditori, secondo quanto spiegato dal senegalese, funziona bene: «Ogni tanto ci diamo i cambi e veniamo destinati nelle varie postazioni da un senegalese che vive qui da anni».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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