Il Tirreno

Pontedera

Morti nell’alluvione, ordinate nuove indagini

di Sabrina Chiellini
Morti nell’alluvione, ordinate nuove indagini

Il Gip non si è limitato ad accogliere l’opposizione all’archiviazione presentata dai legali dei tre dirigenti Enel. La soddisfazione di chi tutela le parti offese

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POMARANCE. «Finalmente il Gip ha pubblicato l’ordinanza che noi ci aspettavamo. Ha accolto la nostra opposizione all’archiviazione e ha disposto la formulazione dell’imputazione coatta di due degli indagati. Ma devo dire che ha fatto qualcosa di più. Ha ordinato anche la riapertura delle indagini. L’inchiesta non si ferma qui, ci saranno dunque nuove indagini e forse anche altri indagati». L’avvocato Francesco Guardavaccaro, legale della famiglia di Antonella Vanni, non ha mai avuto dubbi sul fatto che la tragedia costata la vita a tre dirigenti Enel potesse essere evitata. Nel crollo del ponte sul fiume Albegna trovarono la morte, il 12 novembre 2012, i tre dirigenti Enel, Paolo Bardelloni, 59 anni, Maurizio Stella, 47 anni, e Antonella Vanni, 48 anni, imprigionati nella Punto travolta dalle acque in piena. Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Grosseto, Marco Bilisari, ha disposto la formulazione dell' imputazione coatta (entro dieci giorni) nei confronti dei due originari (dal novembre 2014) indagati, i geometri Gian Paolo Conti (Costrade - appalto per manutenzione e segnaletica) e Umberto Tozzini (Provincia - settore viabilità) per l'ipotesi di omicidio colposo.

E ha ordinato il compimento di nuove indagini finalizzate ad accertare quali fossero, a partire dal novembre 2010, le persone all’interno dei vari enti preposti a cui spettava, in base al settore di competenza e alle mansioni ricoperte intervenire per procedere alla realizzazione del rivestimento protettivo della spalla del ponte. Il Gip ha assegnato due mesi al pubblico ministero per procedere così all’iscrizione dei soggetti individuati in base a questo ulteriore accertamento nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo e per crollo di costruzioni e per il reato 449 che punisce delitti colposi di danno, come per i primi due indagati che sono stati ora rinviati a giudizio.

Come hanno sempre sostenuto i legali delle vittime, anche il Gip ha riconosciuto la «superficialità» nell'eseguire l'ordine di chiusura. Altrimenti l’auto dei tre dirigenti Enel si sarebbe fermata e non si sarebbe trovata coinvolta nel crollo del ponte.

«Posso aggiungere che si tratta di un’ordinanza scrupolosa e dettagliata che ci incoragia nel proseguire lungo la strada dell’accertamento delle responsabilità», prosegue l’avvovato Guardavaccaro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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