Sicurezza
Oltre settecento firme per far restare i frati
Pronta la lettera da inviare al Padre generale dell’Ordine. Scopo: scongiurare la chiusura del convento
SAN MINIATO. Una lettera da far partire al più presto possibile e da far arrivare al Padre provinciale e al Padre generale dell'Ordine e al padre guardiano del convento dei frati minori conventuali per chiedere, in modo ufficiale, che i religiosi di San Francesco non siano costretti a dire addio alla città della Rocca: questo è l’appello del comitato cittadino che si è costituito subito dopo aver appreso la notizia della partenza dei religiosi, prevista per il primo settembre. Una questione molto sentita non solo dalla cittadinanza sanminiatese ma anche da tante persone dei paesi limitrofi che, dopo un primo incontro organizzato dal pittore Luca Macchi e da Andrea Mancini il 18 dicembre scorso, si sono chieste cosa fare per trovare un rimedio.
È così che è nata la petizione, sottoscritta da circa 760 persone, nella quale si chiede di fare dietro front sul provvedimento di chiusura dello storico e monumentale convento di San Francesco, in vita dal 1211: la speranza è che possa diventare un nuovo centro spirituale e rappresentare una nuova fioritura dell’Ordine. O che almeno non venga abbandonato nell’anno del Giubileo. Un’azione dovuta, considerando la grande tradizione di ospitalità per i pellegrini in viaggio sulla via Francigena ai quali i frati offrono da anni il servizio di foresteria.
«Non c’è stato tempo per organizzare una seconda riunione con la cittadinanza, perché la lettera deve partire immediatamente – spiega il pittore Luca Macchi – A fine mese, a Roma, ci sarà un importante incontro dei membri del consiglio dell’Ordine dei frati minori conventuali, a cui parteciperanno sia il Padre generale che quello provinciale. Il nostro intento è quello di far arrivare loro le nostre richieste prima di questo appuntamento».
La questione è stata subito presa a cuore dal nuovo vescovo di San Miniato, Monsignor Andrea Migliavacca: «Ci ha detto che farà di tutto per cercare di far rimanere qui i frati francescani – spiega Macchi – Per questo parlerà a breve con il Padre provinciale dell’Ordine».
Quella di portare i cinque religiosi presenti nel territorio di San Miniato all’interno dei conventi più grandi è una decisione dettata dalla scarsità di vocazioni che ha ferito molto la popolazione locale.
«Se proprio non se ne potrà evitare la chiusura, speriamo almeno che l’edificio mantenga la funzione di accoglienza che lo ha sempre contraddistinto», conclude Macchi.
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