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il presidente del seggio

«Un errore umano del fantino ha influito sull’accaduto»

«Un errore umano del fantino ha influito sull’accaduto»

BUTI. «Difficile giudicare l’operato di un fantino, ma secondo me nella morte del cavallo di San Rocco ha influito anche un errore umano». Il riferimento del presidente del Palio, Lorenzo Caturegli...

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BUTI. «Difficile giudicare l’operato di un fantino, ma secondo me nella morte del cavallo di San Rocco ha influito anche un errore umano». Il riferimento del presidente del Palio, Lorenzo Caturegli va ad Alberto Bianchina, colui che montava il cavallo morto. In molti hanno criticato il suo operato durante la terza batteria, quella dei recuperi in cui San Rocco correva in qualità di “signore”. L’accusa che è stata rivolta al fantino di origini sarde è che si sarebbe dovuto fermare prima, visto che l’animale era in evidente difficoltà.

«Ripeto che non sono un fantino e non posso giudicare - dice ancora Caturegli - ma se un errore c’è stato è quello di non aver rinunciato alla corsa, considerata l’evidente perdita di potenza da parte del cavallo». Secondo quanto raccontato da numerosi spettatori, Bianchina, invece, ha continuato quasi come se niente fosse. «Credo che non se ne sia accorto - aggiunge il presidente del Palio - Ha rischiato molto anche lui. Poteva rimanere schiacciato dal peso di Golden Dawn».

Il capocontrada di San Rocco, Eddy Leone, difende l’operato del fantino: «Non si è reso conto di quello che stava accadendo al cavallo, perché altrimenti si sarebbe fermato. Non è uno sprovveduto e sa benissimo che si sarebbe potuto fare molto male anche lui».

Ma Leone torna anche sulle voci che indicano l’inizio dell’emorragia a Golden Dawn già al momento della partenza, quando i cavalli si stavano allineando per la mossa della terza batteria. «Non è assolutamente vero - dice il capocontrada - Ero proprio lì e ho visto che stava bene e che era pronto a correre senza problemi. Vicino a me c’erano anche i veterinari dell’Asl e dello staff del Seggio. L’emorragia è cominciata durante il percorso, ma conosceremo le cause solo dopo l’autopsia. Una cosa posso, però, dirla senza nessun timore. Ci tuteleremo legalmente contro queste illazioni che non hanno fondamento. Gli avvocati della contrada difenderanno il buon nome di San Rocco e di tutta l’organizzazione».

La rabbia e il dispiacere per quello che è successo domenica non è, ovviamente, sparita. «È un momento duro per tutti - riprende Eddy Leone - Ci vorrà del tempo per smaltire la tristezza e la rabbia che coinvolgono tutti, non solo la nostra contrada. Siamo, però, decisi a capire come sono andate le cose per un fatto così non può non essere analizzato fino in fondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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