Sicurezza
Dna, ritirati i licenziamenti È la vittoria dei lavoratori
Si sblocca la situazione al magazzino della Piaggio dopo il dietrofront dell’azienda Decisivo il terzo giorno di sciopero cominciato alle 5,30 con picchetti d’altri tempi
PONTEDERA. «Vittoriaaa!!!». È stato il grido sgorgato naturalmente dalle bocche infreddolite degli operai della cooperativa Dna e da quelli di Ceva davanti ai cancelli del magazzino ricambi Piaggio dopo l’annuncio da parte dei sindacati che i quattro licenziamenti per motivi economici erano stati ritirati da parte di Dna a metà del terzo giorno di blocco delle merci. Un urlo liberatorio e che adesso apre il fronte di un confronto tra rappresentanti dei lavoratori e azienda su come gestire la stagionalità e i cali di lavoro.
Argomenti che erano stati inseriti in una lista di problematiche da risolvere dalla stessa cooperativa giovedì scorso. A cui, però, erano stati aggiunti anche quattro persone da mandare a casa. Provvedimento respinto da parte dei sindacati che avevano aperto la strada allo sciopero a oltranza, fino al ritiro dei licenziamenti. Il dietrofront è arrivato ieri a metà pomeriggio, ma resta aperta la questione del licenziamento di Sandro Giacomelli, il lavoratore e sindacalista dei Cobas estromesso dal magazzino dopo sei provvedimenti disciplinari.
La questione sarà affrontata dall’operaio e i suoi legali in tribunale, ma per adesso resta la soddisfazione per i dipendenti di Dna e Ceva di aver vinto una battaglia che ieri ha vissuto una giornata fondamentale per la vertenza. Dopo il blocco delle merci di venerdì e sabato, c’è stato il raduno alle 5,30 davanti al cancello d’ingresso per evitare che operai e dirigenti entrassero al lavoro. Con una temperatura di dieci gradi sotto zero, fuochi accesi e la tensione di una partita tutta da giocare, è andato in scena un picchetto d’altri tempi.
Operai tutti in fila davanti all’ingresso e lavoratori che volevano entrare a distanza di sicurezza. Salvo un paio di tentativi di forzare il blocco senza troppa convinzione, tutto si è svolto senza particolari nervosismi. Un operaio ha accusato un lieve malore di prima mattina a causa del freddo e della tensione. Poi, all’ora di pranzo, sono cominciate a girare voci su pressioni da parte di Piaggio a Ceva, che ha l’appalto diretto di gestione del magazzino. E, di conseguenza una insofferenza di Ceva nei confronti di Dna sulla maniera in cui stava gestendo la vertenza. Mentre gli operai si stavano organizzando per trascorrere la notte sul piazzale del magazzino.
La chiamata dei dirigenti della cooperativa ai sindacati per capire le condizioni utili allo sblocco della situazione per far ripartire il magazzino ha aperto lo spiraglio. E a metà pomeriggio il ritiro dei licenziamenti, il ritiro del presidio e il ritorno al lavoro.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
