La protesta
Terme di Casciana: la Regione smobilita
Il 76% delle quote sarà venduto, il Comune invece resta socio
CASCIANA TERME. Le Terme sono di fronte a un bivio importante per il loro futuro. La Regione, che possiede il 76% delle quote della società, sta per iniziare il percorso che porterà alla privatizzazione dell’azienda così come richiesto dalla legge. Il Comune di Casciana Terme Lari, come ha spiegato il sindaco Mirko Terreni, nel corso di una partecipata assemblea che si è svolta l’altra sera, invece, non intende uscire dalla compagine sociale di quella che considera a tutti gli effetti un’azienda strategica per il territorio e la sua economia.
«Non abbiamo alcuna intenzione di cedere al privato le nostre quote (il 24%) – è la posizione di Terreni – e chiederemo alla Regione di seguire il percorso in modo che possa essere concordato con l’amministrazione comunale nei suo vari aspetti. Chiediamo un’attenta verifica sul socio che verrà individuato per la gestione, così da avere adeguate garanzie sia per l’attività che andrà a svolgere sia per quanto riguarda i livelli occupazionali». Terreni intende proseguire con questo obiettivo. «A meno che non ci costringano a cedere le nostre quote per il Comune le Terme sono una partecipata a cui non rinunciare proprio per il suo ruolo centrale, strategico per il territorio». Le quote del Comune sono ridotte rispetto al passato perché durante il commissariamento del Comune non è stato attuato il conferimento del teatro comunale nella società per non gravarla di costi che non avrebbe potuto sostenere, così è stato spiegato.
All’assemblea erano presenti, oltre al sindaco, gli amministratori delle Terme di Casciana, il direttore generale Arabella Ventura (l’amministratore unico della della Bagni di Casciana srl è Eduardo Falzone) oltre al consigliere regionale Antonio Mazzeo (Pd).
Quest’ultimo, in rappresentanza della Regione, ha confermato l’impegno della Regione non solo nella scelta del socio privato che entrerà nelle Terme di Casciana, ma anche nel percorso che viene portato avanti per sviluppare il turismo della Toscana costiere. In questo contesto le Terme di Casciana potranno fare la loro parte, in particolare in quel lavoro che punta a creare un sistema territoriale in grado di attirare turisti.
Molti i cittadini presenti all’iniziativa, nel salone delle Terme. Tanti anche i dipendenti dell’azienda termale, pochi invece o quasi assenti del tutto i rappresentanti degli albergatori e dei commercianti. Eppure si discuteva del futuro di un’azienda che è ormai prossima ad un cambiamento di cui si parla ormai da molti anni e che ora la legge impone.
L’andamento attuale delle Terme racconta di un’azienda il cui fatturato è stabile, anche se l’Asl in questa fase non sempre rispetta gli impegni per quanto riguarda il budget della riabilitazione.
«Il fatturato è stabile – ha detto la dottoressa Ventura – Abbiamo ridotto il debito con le banche da 6 milioni e 200mila agli attuali 5 milioni e 700mila. La piscina termale esterna registra 40mila presenze all’anno e garantisce un incasso di circa 360mila euro».
La Regione, così è stato detto, si farà carico di sollecitare la nuova Asl a confermare la spesa per termalismo e riabilitazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
