Il Tirreno

Pontedera

«Ritirate i licenziamenti o blocchiamo tutto»

«Ritirate i licenziamenti o blocchiamo tutto»

Magazzino Piaggio: continua la protesta dei lavoratori Dna

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «Ci troviamo qui alle 5 perché se abbiamo indetto il blocco dobbiamo farlo rispettare». Si sono dati appuntamento così i lavoratori del magazzino ricambi della Piaggio per domani, giornata cruciale per la vertenza aperta alla cooperativa Dna che lavora in appalto da Ceva, che a sua volta ha il contratto di gestione del personale all’interno del magazzino della fabbrica della Vespa.

Picchetti per non far entrare le merci e per scoraggiare quei dipendenti che intendono timbrare il cartellino. E, probabilmente, anche un presidio finché Dna non strapperà le quattro lettere di licenziamento formalizzate l’altro giorno.

Dalla nebbia al gelo. Una protesta cominciata venerdì con la nebbia e proseguita ieri mattina con un freddo da meno tre gradi sul piazzale che dà accesso alla struttura dove lavorano i dipendenti di Dna e di Ceva. E proprio i due gruppi che lavorano fianco a fianco, ma che in fatto di relazioni sindacali sono sempre stati un po’ distanti, stanno organizzando una protesta dura nei confronti della cooperativa che ha licenziato quattro dipendenti senza prendere in considerazione la proposta dei sindacati di fare ricorso alla cassa integrazione. Ma l’obiettivo è quello di fare pressione anche su Ceva e la stessa Piaggio. Col blocco delle merci e del magazzino, infatti, la speranza di lavoratori e sindacati è quella che ci siano rimostranze dei committenti su Dna. E che avvenga il tanto atteso dietrofront per i licenziamenti.

Difficile braccio di ferro. Ecco perché quella di domani potrebbe rivelarsi una giornata fondamentale per il braccio di ferro. Dal punto di vista dell’azienda, rimanere fermi sulla decisione di mandare a casa i quattro dipendenti vorrebbe dire tenere fermo il magazzino con numerose lavorazioni da ultimare e tanta merce da spedire in tutto il mondo. In questo Ceva e Piaggio potrebbero “arrabbiarsi” per lo stop alla produzione e alle consegne. Ma anche gli operai, se non ci fossero passi indietro da parte della cooperativa, si profilerebbero difficoltà non di poco conto dal punto di vista del salario. E, in questo senso, ci sarà da valutare la tenuta della lotta operaia tra dipendenti di Dna e di Ceva, i cui rappresentanti sindacali hanno indetto il blocco dello straordinario e lo sciopero a oltranza.

Confronto operai-sindacati. Insomma, quella che sta andando in scena nel piazzale del magazzino ricambi Piaggio è una vicenda che rischia di avvitarsi su se stessa se non arriva una svolta positiva sotto il profilo delle relazioni sindacali. Intanto ci sarà il confronto domattina tra operai e sindacati sulle modalità di mettere in pratica la protesta: se con un presidio permanente coincidente con uno sciopero vero e proprio o se con forme di astensione dal lavoro a intermittenza all’interno dello stabilimento per non far perdere troppo salario ai lavoratori.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa