Il Tirreno

Pontedera

arte

Ritrovato un crocifisso del Seicento

Elena Battaglia
Un interno della chiesa di Pozzo e, sulla sinistra, il Crocifisso
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Un interno della chiesa di Pozzo e, sulla sinistra, il Crocifisso

Santa Maria a Monte: l’opera è stata rinvenuta dai fratelli Vanni a Pozzo, forse era stata nascosta durante la guerra

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S. MARIA A MONTE. Un antico crocifisso in legno è stato ritrovato all’interno della villa di Pozzo dai fratelli Alberto Fausto e Fausto Vanni, nel corso di alcune operazioni di manutenzione: si tratta di un reperto inaspettato, nascosto durante gli anni della Seconda guerra mondiale da chi, probabilmente, desiderava proteggerlo dalla distruzione. Quello che si nascondeva dietro una porta murata all’interno dell’edificio si è rivelato un vero e proprio tesoro: un’opera toscana di pregio che un esperto di opere d’arte ha fatto risalire al XVII secolo. Un ritrovamento che ha lasciato di stucco i fratelli Vanni, noti commercianti di Santa Maria a Monte e proprietari della villa dal 1996.

«L’emozione è stata forte – racconta Alberto - Alcune settimane fa, presi dalla curiosità, abbiamo deciso di aprire alcune stanze ancora chiuse all’interno della villa, abbandonata per oltre 50 anni dopo l’uscita di scena dei principi Boncompagni Ludovisi nel 1952. Così abbiamo ritrovato il crocifisso insieme a dei cassettoni di legno, usati per trasportare indumenti durante i lunghi viaggi, e a cornici intagliate».
Dopo aver ripulito e trattato il prezioso reperto, in modo da scongiurare un avanzamento del processo di deterioramento, questo è stato riposizionato all’interno della chiesa di San Pietro in vinculis.

«L’ipotesi è che l’abbia portato qui Giuseppe Pucci, un fiorentino appassionato d’arte – spiega Vanni – Il crocifisso deve essere stato tolto dall’edificio ecclesiastico intorno al 1944, in modo da metterlo al sicuro da eventuali razzie. Adesso avrebbe bisogno di un restauro, ma il costo stimato per questa operazione è di 10mila euro e al momento non possiamo permettercelo».

Lunedì 25 gennaio, alle ore 21.15, durante la cerimonia di commemorazione del decimo anniversario della scomparsa di Guelfa Guelfi, madre dei fratelli Vanni, verrà celebrato anche il ritorno del crocifisso all’interno della chiesa di San Pietro in Vinculis a Pozzo, con la benedizione del proposto don Bruno Meini.
La famiglia Vanni ha fatto già molto per riqualificare località Pozzo, dove in antichità si trovava un “ospedale” dei cavalieri di Altopascio destinato all’accoglienza dei pellegrini che percorrevano la via Francigena. «Abbiamo restaurato la chiesa circa 15 anni fa e adesso è di nuovo aperta al culto – continua Vanni – Negli ex magazzini della villa, invece, abbiamo costruito un residence ed una biblioteca con volumi di storia locale».

Eppure, con ogni probabilità, i tesori nascosti nella villa non sono ancora finiti: le due torrette che sorgevano ai lati del palazzo sono crollate in seguito ai bombardamenti dell’ultima guerra mondiale e le macerie hanno ostruito il cunicolo sotterraneo, che portava al parco secolare. Proprio in questo corridoio nascosto potrebbero celarsi altre meraviglie.
 

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