Gioco
Cattaneo, aule tematiche contro la carenza di spazi
Non sono più i professori a spostarsi al cambio dell’ora, ma gli studenti Un’esperienza pilota che ha già riscosso attenzioni a livello nazionale
SAN MINIATO. La campanella suona e le porte si aprono quasi di scatto. In un attimo, i corridoi sono invasi da gruppi di studenti che si muovono in tutte le direzioni, defluendo rapidamente verso l’aula che li attende per l’ora successiva. Quattro i minuti a disposizione per trasferirsi, anche se tutti sanno alla perfezione quello che devono fare. Ognuno ha la propria aula, indicata da un numero e da un colore: il rosso per le materie comunicative, il blu per quelle scientifiche, il verde per le discipline economico-giuridiche. Scene che sembrano arrivare da una scuola nord europea, e che invece sono ormai tipicamente sanminiatesi.
È la rivoluzione didattica varata dall’istituto Cattaneo che, da quest’anno, ha provato a fare di necessità virtù trasformando il problema della carenza di aule in uno stimolo per provare a cambiare.
Da qui il nuovo sistema delle aule tematiche, non più assegnate ad una singola classe ma affidate agli insegnanti, cercando di raggruppare gli spazi della scuola per tipologie di materie. Ad ogni cambio dell’ora, quindi, non sono più i docenti a spostarsi da una classe all’altra ma gli stessi ragazzi, mentre le aule finiscono per diventare tutte dei potenziali laboratori, da allestire in funzione della materia che sono chiamate ad ospitare.
«L’idea di base – ricorda il dirigente Alessandro Frosini – è quella di abbandonare una didattica trasmissiva per fare posto ad una laboratoriale».
Anche l’Indire (l’Istituto di documentazione, innovazione e ricerca educativa del Ministero dell’istruzione) ha deciso di mettere gli occhi sul “caso” Cattaneo, seguendo in diretta, via Skype, dalla propria sede di Torino, tutte le lezioni di una classe dell’istituto fino alla fine dell’anno. Una sorta di “Grande Fratello” dell’istruzione che alla fine fornirà indicazioni utili per il futuro. Un’innovazione coraggiosa ma quasi obbligata quella del Cattaneo: «Perché col vecchio sistema saremmo “scoppiati” – dice Frosini – e in ogni caso avremmo dovuto ricorrere alla rotazione. Allora abbiamo deciso di farla bene, e i riscontri di questi primi mesi sono positivi».
Soltanto 28, infatti, le aule del Cattaneo, più altre 5 nella succursale di via Roma (in attesa che la scala antincendio promessa dalla Provincia metta a disposizione anche il primo piano). In tutto, quindi, 33 aule a fronte di 39 classi, che da quest’anno ruotano a seconda della materia, potendo contare, però, anche su 3 spazi cosiddetti “jolly”. Tra questi anche una singolare aula dibattito allestita grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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