Il Tirreno

Pontedera

da parte degli amministratori, vecchi e nuovi

Una miriade di annunci e proclami a cui ha fatto seguito... il nulla

PONTEDERA. Promesse e progetti. Puntualmente andati in fumo. Parole e proclami hanno avvolto l’oratorio di San Giuseppe negli ultimi anni. Dal 2006 al 2012. Dichiarazioni e idee tutte riconducibili...

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Promesse e progetti. Puntualmente andati in fumo. Parole e proclami hanno avvolto l’oratorio di San Giuseppe negli ultimi anni. Dal 2006 al 2012. Dichiarazioni e idee tutte riconducibili a un unico comune denominatore: il nulla di fatto.

«Una volta completata la ristrutturazione l’edificio storico tornerà a far parte dei beni fruibili da parte dei residenti e dei turisti. L’idea è quella di trasformarlo in una sorta di piccolo museo di prestigio, di spazio mirato all’esposizione. Sono tante le installazioni che aspettano di trovare un luogo adeguato. L’oratorio, inoltre, può essere collegato alla Villa Comunale e questo permetterebbe una continuità di soluzioni anche a livello culturale». Parole dell’allora sindaco Paolo Marconcini, pronunciate nel dicembre 2008 in occasione dell’annuncio della partenza del primo lotto di lavori di “messa in sicurezza e sanificazione” dell’oratorio sulla salita del ponte napoleonico. Dichiarazioni a cui non hanno fatto seguito fatti concreti.

Ma l’attuale presidente di Geofor non è stato il solo a sbilanciarsi sul destino della struttura. Prima di lui, nel 2006, ci aveva pensato l’allora assessore alla cultura e alla pubblica istruzione Daniela Pampaloni: «Non sarà più un oratorio. Tra le idee che sono venute fuori per la nuova destinazione d’uso dell’immobile, quella di un ufficio turistico».

Museo, “bussola” informativa per i turisti, centro culturale. Tante le soluzioni sventolate dagli amministratori di fronte ai taccuini dei giornalisti. Peccato che tutto si sia limitato a qualche decina di minuti di conferenza stampa. O al limite, come successo nel dicembre 2006, ad alcune settimane di riflettori accesi. Dieci anni fa, tra le rovine dell’oratorio, venne installato “il presepe francescano di Greccio” dell’artista Nado Canuti. Un’occasione per tornare a promettere e sognare opere mirabolanti. L’ennesima miccia accesa e poi subito spenta. Come quando, nel 2007, il Comune aveva pensato di organizzare una mostra permanente dove oggi regnano muffa e infiltrazioni. Curiosa la polemica del 2009, con il professor Mario Lupi amareggiato per la mancata citazione del Centro studi e documentazioni “Andrea da Pontedera” sulla stampa locale da parte del Comune, all’interno dell’ennesima dichiarazione scintillante, come organo ideatore di un museo dentro all’oratorio. (t.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca