Italia
San Rocco e il cavallo “signore”
L’estrazione delle batterie ha regalato ai biancorossi l’importante ruolo
BUTI. L'estrazione delle batterie regala la posizione di “signore” a San Rocco, e l'entusiasmo dei contradaioli biancorossi schizza alle stelle. Impossibile dimenticare la vittoria del 2013 che interruppe un digiuno lungo 22 anni. Anche se ormai a San Rocco sono abituati a correre nella batteria dei recuperi. Negli ultimi cinque palii i biancorossi hanno corso da “signore” per tre volte e in due occasioni sono arrivati in finale. Nella terza batteria incontreranno le due contrade che si sono piazzate al secondo posto nelle prime due batterie. Da una parte è un vantaggio incontrare due cavalli che hanno già corso. Dall'altra un rischio, perchè c'è una sola possibilità di arrivare in finale. In ogni caso San Rocco punta a mantenere la tradizione favorevole. Ma soprattutto a raggiungere la quarta vittoria. Potrebbe essere proprio il 4 il numero fortunato, visto che il capocontrada Eddy Leone guida per il quarto anno consecutivo la contrada biancorossa. Per il Palio 2016 ha scelto di confermare il fantino Alberto Bianchina, che l'anno scorso ha esordito con i colori di San Rocco, uscendo in prima batteria. Per il fantino di Ozieri, che il 20 gennaio compirà 30 anni, arriva subito l'occasione per riscattarsi. Nel palmares di Bianchina ci sono numerosi palii in provincia e una prova disputata a Siena per il Palio del luglio 2011 con il giubbetto del Bruco, quando ha montato Lampante. Nell'albo d'oro invece San Rocco è a quota tre vittorie. La prima stella è arrivata al 1983, con Albertino Antinori in sella a Vipera Bionda. La seconda nel 1991, nell'unico Palio disputato “a pelo” (cioè con i fantini che corrono senza sella). Il fantino dei biancorossi era Andrea Degortes detto “Aceto”, ma il re del Palio di Siena si infortunò prima della finale e venne sostituito dal fantino “Paolino”, che trionfò montando Cotton Quick. Dopo 22 anni invece è Andrea Chessa in sella a Mondo Marcio nel 2013 a spezzare il lungo periodo senza vittorie. A luglio la contrada organizza la sagra del maccherone nel borgo di Castel Tonini, dove da tre anni mette in scena anche la festa medievale. La chiesa di San Rocco (protettore degli appestati), è annessa alla Villa Medicea e venne costruita come cappella gentilizia nel 1630.(l.l.)
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