Sicurezza
Il restyling rimasto nelle intenzioni
Il restyling dell’oratorio di San Giuseppe avrebbe dovuto portare alla creazione di un luogo dai tratti antichi, ma lievemente rivisitato in chiave moderna. Uno spazio ideale in cui organizzare...
Il restyling dell’oratorio di San Giuseppe avrebbe dovuto portare alla creazione di un luogo dai tratti antichi, ma lievemente rivisitato in chiave moderna. Uno spazio ideale in cui organizzare eventi culturali come concerti e rappresentazioni. Dei due lotti di lavori previsti, però, soltanto uno è stato portato a termine ed è servito, di fatto, ad evitare che la struttura finisse in un cumulo di macerie. La seconda parte di interventi prevedeva la costruzione del tetto, sorretto da alcuni sostegni in acciaio dai tratti quasi futuristici, che si sarebbero snodati, a vista, vicino alle pareti. Le stanze dell’edificio sarebbero state completamente recuperate e riportate in vita, senza snaturarle nei loro tratti storici. Un lavoro minuzioso che avrebbe dotato di Pontedera di uno spazio, in pieno centro, capace di candidarsi tra i più suggestivi della città. E invece tutto si è arenato dopo il primo step di operazioni di restauro. Lasciando che “l’oratorio del futuro” rimanesse soltanto un’illustrazione progettuale. L’architetto Luigi Giani, incaricato dal Comune di Pontedera per gli interventi sull’immobile, aveva addirittura progettato un passaggio alternativo per accedere alla struttura.
Una pedana di grosse dimensioni, che sarebbe stata installata sulla parte posteriore dell’edificio, sul lato orientato verso l’argine del fiume Era. Lì dove oggi imperano le erbacce e dove c’è ancora un grosso buco che permette di entrare nello stabile. Colori sgargianti e rifiniture deliziose, rimaste solo sulla carta, distano anni luce dalla cartolina sgradevole che offre oggi l’oratorio di San Giuseppe.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
