La manifestazione
Se la toppa è peggio del buco
Trecentotrentamila euro. Centoventimila per l’acquisto, duecentodiecimila per costi accessori. Tanti sono i soldi spesi finora dal Comune. Per cosa?
PONTEDERA. Trecentotrentamila euro. Centoventimila per l’acquisto, duecentodiecimila per costi accessori. Tanti sono i soldi spesi - «nel passato», come specificato dall’amministrazione comunale - per l’acquisizione dell’oratorio di San Giuseppe e la sua «messa in sicurezza e sanificazione».
Ma sanificazione da che?, visto che per sanificazione, i più autorevoli dizionari della lingua italiana, intendono "il complesso dei trattamenti atti a rendere igienicamente sicuro un impianto o un prodotto dell’industria alimentare". Per non parlare della «messa in sicurezza», dal momento che l’oratorio non gode certo di ottima salute ed è - a tutt’oggi - solo uno scalcinato rifugio per sbandati. Insomma: quella del Comune sembra la classica toppa che è peggio del buco. Perché non stiamo parlando di un’opera di Leonardo, ma di un modesto edificio religioso del 17° secolo (costato non a caso “solo” 120mila euro), paragonabile a centinaia di strutture simili presenti in Toscana.
Questo non per sminuire il valore artistico del bene. Ma per dire che un’amministrazione comunale dovrebbe avere ben chiaro il concetto di “priorità”. Come un padre di famiglia con la passione per la pittura che sceglie di rimandare l’acquisto d’una tela di Depero, per garantire il diritto agli studi dei figli. Spendere 330mila euro per non arrivare a nulla - visto che in un articolo del 2012, si annunciavano imminenti interventi (a oggi non realizzati) e un restauro dal costo totale di ben 750mila euro - non è certo un bell’esempio di sana gestione delle risorse pubbliche. Con gli stessi soldi, ad esempio, si poteva realizzare la rotatoria di viale Europa (e una famiglia non avrebbe pianto un suo caro, morto in un incrocio che non sarebbe più esistito) o potenziare il gettito di spesa per garantire un numero maggiore di bus per gli studenti, evitando così la situazione di rischio (vanamente segnalata dal Tirreno) di cui ha fatto le spese un 14enne che sta ancora lottando con la morte.
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