Il Tirreno

Pontedera

il caso

Niente video, processo rinviato

Sabrina Chiellini
L'aula di un tribunale
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L'aula di un tribunale

Aggiornato a marzo il dibattimento per stalking a carico dell’ex assessore Stefano Tognarelli. La parte offesa è una insegnante di Pontedera il cui figlio ha deposto in aula

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PONTEDERA. La Procura non fornisce i mezzi tecnici per visionare i filmati dei danneggiamenti e così il processo contro l’ex assessore comunale di Pontedera, Stefano Tognarelli, dipendente del Comune di San Miniato, deve essere aggiornato in quanto due dei testimoni che dovevano essere sentiti nell’udienza di ieri saranno chiamati a riferire anche su aspetti che hanno direttamente a che fare con quelle immagini.
Si trascina così, stancamente, il processo per fare luce su una vicenda che ha fatto tanto parlare in città, considerato soprattutto il ruolo politico dell’imputato, ora accusato di atti persecutori e danneggiamenti nei confronti della sua ex convivente, una insegnante di Pontedera.

Il giudice monocratico del tribunale di Pisa, Raffaella Poggi, già nel corso dell’ultima udienza, aveva chiesto alla Procura di fornire al tribunale gli strumenti tecnici necessari a poter vedere direttamente nell’aula le immagini di alcuni danneggiamenti che, secondo l’accusa, Tognarelli (difeso dall’avvocato Stefano Del Corso) ha compiuto sulle auto di famiglia della sua ex. Una serie di circostanze, telefonate e minacce avevano convinto la donna a installare una piccola telecamera sul terrazzo di casa. E l’occhio elettronico aveva confermato i sospetti della donna (assistita dall’avvocato Alberto Marchesi) che poi aveva deciso di denunciare Tognarelli e si era rivolta alla polizia.

Martedì 12 gennaio, comunque, mancavano anche i tabulati telefonici delle utenze della parte offesa che invece avrebbero dovuto essere messi a disposizione del giudice dalla Procura. All’udienza del 15 marzo saranno quindi sentite le due testimoni, amiche della parte offesa, che erano state citate per ieri e che, dopo circa cinque ore di attesa, sono state congedate. La prossima udienza, in cui i protagonisti della vicenda saranno di nuovo costretti a trovarsi faccia a faccia, dovrebbe essere finalmente dedicata alle immagini dei danneggiamenti, destinate a scrivere, secondo l’accusa, una parte importante del processo.

Il figlio dell’ex convivente di Tognarelli ha riferito delle scene violente avvenute in casa tra la madre e l’ex assessore. «L’ho visto mentre cercava di toglierle il telefonino – ha detto – per vedere il contenuto delle telefonate».

Ha poi raccontato dell’episodio che gli era sembrato più grave, avvenuto a novembre 2011 in piazza Garibaldi a Pontedera. Quel giorno la madre lo aveva chiamato al telefono per chiedergli aiuto. «Sono arrivato con un mio amico – ha spiegato rispondendo poi ad una raffica di domande del difensore dell’imputato – abbiamo visto che l’auto di mia madre era inseguita da quella di Tognarelli. Ho visto che dava dei colpetti al paraurti della macchina di mia madre, ad una velocità di circa 25 chilometri orari, la tamponava. Mia madre è scesa dalla vettura, l’ha lasciata nella piazza e insieme siamo andati in un bar davanti alla discoteca Boccaccio dove poi siamo rimasti per circa due ore. Lei aveva paura». Il giovane ha raccontato di avere consigliato alla madre di installare la telecamera, servita poi a capire chi era l’autore degli atti vandalici alle auto parcheggiate sotto la loro casa. Così come ha confermato che per alcuni mesi sull’utenza di casa hanno ricevuto telefonate a tutte le ore del giorno e della notte. «Non rispondevamo, ma dal display vedevamo che chiamava Tognarelli».

La difesa di Tognarelli ha insistito a lungo sulle modalità dell’episodio avvenuto in piazza Garibaldi e ha prodotto una email in cui il figlio dell’insegnante chiede aiuto all’ex assessore per cercare un lavoro. Email che sarebbe stata scritta - i tempi dovranno essere meglio chiariti - anche se i rapporti tra Tognarelli e la donna erano già conflittuali.

L’amico del figlio della parte offesa, in maniera chiara, ha confermato l’episodio di piazza Garibaldi.
 

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