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Pontedera

«Voglio un lavoro, non posso vivere d’aiuti»

«Voglio un lavoro, non posso vivere d’aiuti»

Appello del giovane padre che ha rischiato di morire intossicato insieme alla moglie e ai figli

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PONTEDERA. «Abbiamo rischiato di morire per colpa di un braciere. Siamo rimasti senza gas, dovevano pagare una bolletta di circa 160 euro. Per riscaldare casa - ho una moglie e due figli - ho usato il carbone. Non abbiamo altro. Non pensavo che avremmo rischiato una tragedia. Siamo rimasti intossicati dal monossido di carbonio. Non possiamo andare avanti così, abbiamo bisogno di aiuto».

A raccontare il suo disagio è il giovane padre che nella notte tra sabato e domenica ha rischiato di morire nell’abitazione della Rotta dove vive con la moglie e due bambini.

«Chiedo aiuto – dice – lo faccio pubblicamente, senza vergogna. Da dieci mesi sono rimasto senza lavoro e non sappiamo come andare avanti. Ho venduto un’auto che avevo, ho comprato un Ape Piaggio e ho cominciato a raccogliere il ferro vecchio. Lo faccio per prendere anche pochi euro, ma voglio pensare alla mia famiglia».

Il giovane fino al 2008 abitava a Pontedera. Dopo il primo sfratto si è trasferito a Bientina. Ma in questi anni la situazione non è cambiata. Ha trovato solo lavori con contratto a tempo determinato e, quando resta senza stipendio, la famiglia va in crisi. Dopo due sfratti a Bientina, è tornato di nuovo a vivere a Pontedera.

«Mi hanno dato mille euro quando siamo rimasti senza casa – dice – ma non possiamo sempre chiedere soldi, vorrei solo riuscire a lavorare».

Nuovi guai sono arrivati ora che il giovane non lavora da dieci mesi. «I pochi soldi che entrano in casa servono per l’affitto e per mangiare – aggiunge, e la sua voce lascia intendere un profondo disagio – Ho chiesto aiuto ai servizi sociali ma non mi ascoltano».

Alla fine del mese di dicembre l’uomo è andato a chiedere aiuto in municipio e ha consegnato ai servizi sociali, che fino a quel momento non avevano avuto segnalazioni o richieste di aiuto, la bolletta del gas che era scaduta. Quello che la giovane famiglia non immaginava è che l’azienda del gas potesse staccare l’utenza.

«Non solo. Ci siamo trovati con la bolletta insoluta e con la richiesta di pagare altri 140 euro più Iva per riattivare il servizio. Noi non sappiamo dove andarli a prendere. La casa popolare non ci è mai stata data. Abbiamo fatto la richiesta quando abitavamo a Bientina. Siamo disoccupati, avevo un reddito di seimila euro, eppure mi hanno assegnato un punteggio basso e la casa è rimasta un sogno».

Il Comune di Pontedera conferma di avere ricevuto la richiesta di aiuto per il pagamento della bolletta del gas. Richiesta che sarà esaminata il 20 gennaio.

«Cercheremo di seguire questa famiglia per quanto è possibile anche se finora non ci risultano altre richieste», dice l’assessore comunale al sociale Marco Cecchi.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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