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Pontedera

Sindacalista licenziato da una cooperativa

Sindacalista licenziato da una cooperativa

Lavorava per la Dna al magazzino Piaggio, ha avuto sei provvedimenti disciplinari Pantani (Cobas): «Lo puniscono perché ha fatto ottenere vantaggi agli operai»

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PONTEDERA. «Giustificato motivo soggettivo». Reca questa dicitura la lettera di licenziamento inviata dalla cooperativa Dna, che occupa 115 lavoratori in subappalto all’interno del magazzino ricambi Piaggio, a un suo dipendente, Sandro Giacomelli, membro della Rsu ed esponente sindacale dei Cobas. Un licenziamento giunto al termine di un periodo in cui all’operaio sono arrivate sei contestazioni disciplinari dall’inizio di luglio alla fine di ottobre.

«Respingo tutte le accuse - dice Giacomelli - Si tratta solo di una grossa montatura perché ho dato fastidio all’azienda. E vogliono farmela pagare in un momento in cui ci sarà una ristrutturazione interna, dovuta a un calo di lavoro del 20 per cento».

Della riorganizzazione e del suo caso specifico si parlerà in un incontro tra dirigenti di Dna ed Rsu previsto giovedì. Ieri, intanto, durante un’assemblea sono stati preannunciati gli esuberi sui quali «non è ancora stata presa una decisione», ha sottolineato Giacomelli che, in qualità di membro provinciale dei Cobas, ha partecipato comunque all’incontro con i lavoratori.

La sua posizione, però, è in mano agli avvocati. Anche i Cobas si muoveranno legalmente per difendere il loro compagno. «Le contestazioni a Sandro non costituiscono motivo per un licenziamento - spiega Marcello Pantani dei Cobas pisani - Il motivo vero è riconducibile alla sua attività sindacale con cui è riuscito a ottenere vantaggi concreti per i lavoratori».

Giacomelli, negli ultimi mesi, è stato tra i fautori di numerose agitazioni sindacali. L’ultima, nel maggio scorso, ha portato all’accordo con l’azienda per la concessione di buoni pasto agli operai di 5,29 euro ciascuno. «È stato quello che ha portato l’azienda a punirmi - spiega il sindacalista - Dal luglio successivo sono cominciate ad arrivare le contestazioni disciplinari». Che gli sono costate alcuni giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.

Una delle contestazioni, quella datata primo ottobre, si riferisce a uno sciopero finito sulle cronache dei giornali. «Ella ha rivolto azioni atte a gettare discredito all’azienda con dichiarazioni del tutto prive di riscontro», scriveva Dna riferendosi a un articolo in cui Giacomelli riferiva di «atti provocatori da parte di un dirigente di un consorzio che comprende Dna e che cura gli aspetti economici nei confronti dei lavoratori». Nella contestazione del 23 ottobre l’azienda gli ha rinfacciato di essersi assentato dalla postazione per una telefonata con un collega del sindacato. «Ho risposto punto per punto, ma non hanno accettato nessuna mia giustificazione. Ormai il licenziamento era scritto», aggiunge il sindacalista.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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