Il Tirreno

Pontedera

Una famiglia rischia di morire intossicata

Una famiglia rischia di morire intossicata

Non avevano soldi per il gas e hanno usato un braciere

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PONTEDERA. «Se la bambina non si fosse svegliata perché stava male, sarebbero morti tutti e quattro. Hanno acceso il braciere per riscaldarsi, si sono addormentati e non si sarebbero più svegliati a causa del monossido di carbonio».

Non si dà pace il nonno dei bambini, di 4 e 7 anni, che hanno rischiato di morire intossicati insieme ai genitori, la notte scorsa, nelle casa dove vivono in affitto a La Rotta, nel comune di Pontedera. I giovani genitori - hanno entrambi circa 25 anni - sono disoccupati. Hanno già avuto uno sfratto dalla casa di Bientina dove abitavano. E ora anche alla Rotta sono rimasti senza impianto di riscaldamento perché non hanno soldi per pagare la fornitura del gas.

L’altra sera, prima di andare a dormire, hanno deciso di accendere un braciere per riscaldare almeno la camera. Uno dopo l’altro si sono addormentati e hanno rischiato di non svegliarsi più a causa delle esalazioni di monossido.

Dopo mezzanotte la bambina si è svegliata. Stava male e con le poche forze che le erano rimaste ha svegliato il padre che dormiva profondamente. L’uomo ha capito subito cosa stava succedendo e ha spostato il braciere fuori di casa.

«Ha visto che c’era il fumo nelle stanze e ha capito il pericolo – racconta il suocero – Poi ha chiamato il 118 di Pisa. Gli hanno fatto alcune domande, volevano inviargli la guardia medica. Mio genero li ha fatti salire in macchina e li ha accompagnati al pronto soccorso di Pontedera. Ma non è stato facile svegliare il bambino e la moglie. Devono essere stati momenti difficili».

All’ospedale Lotti i medici hanno sottoposto i quattro ad alcuni esami e poi li hanno trasferiti a Pisa per il trattamento nella camera iperbarica.

Ieri i bambini sono stati ricoverati in pediatria all’ospedale Lotti di Pontedera, mentre i genitori sono stati trattenuti sotto osservazione a Pisa. Le loro condizioni non sono gravi, anche se hanno corso dei seri pericoli.

Lo stato di disagio in cui vive questa famiglia ha rischiato di finire in tragedia.

«Mia figlia e la sua famiglia sono stati aiutati in qualche modo dai servizi sociali, dalla parrocchia – spiega il padre della donna che ha deciso di rivolgere un appello nella speranza di trovare nuovi aiuti – ma non possono farcela da soli. Noi paghiamo la spesa, li sosteniamo per come possiamo. Ma sono troppi mesi che non lavorano e ora non ce la fanno più ad andare avanti».

L’uomo si rivolge alle istituzioni e chiede aiuto: «Sono rimasti indietro con i pagamenti della fornitura del gas, così è stato staccato il servizio. Loro hanno cercato di arrangiarsi con il riscaldamento usando il carbone ma per poco non ci rimettono la vita. Spero che, dopo quello che è successo, pensando anche ai minori, questi due giovani trovino altri aiuti e magari un lavoro. Rivolgo un appello pubblico, sperando che possa servire a uscire da questo dramma».

Forse già oggi la famiglia potrà tornare nella casa alla Rotta. «Ma senza una lavoro prima o poi dovranno lasciare anche quest’abitazione. Il disagio è grande: senza gas non possono cucinare, riscaldarsi e neppure lavarsi».

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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