Sicurezza
Il piano strutturale costa più di un milione
Una cifra giudicata eccessiva quella che l’Unione Valdera sta per spendere, la Regione contribuisce con 279mila euro
PONTEDERA. L’ultimo trend in fatto di pianificazione del territorio è quello di strumenti urbanistici che abbiano una valenza d’area. Così anche l’Unione dei Comuni della Valdera, già da mesi, è al lavoro per la redazione di piani strutturali intercomunali, così come previsto anche dalla normativa regionale. I costi di questa operazione sono però esorbitanti anche se la Regione si appresta a dare un contributo di circa 279mila euro, come deliberato lo scorso 24 novembre dalla Regione stessa.
L’importo complessivo, stimato dall’Unione per sostenere i costi dei tecnici che si occuperanno della redazione del piano strutturale integrato tra i dodici Comuni che fanno parte dell’Unione, è di un milione e 215mila euro. Cifra messa nero su bianco in una richiesta alla Regione del 6 agosto 2015 con tanto di indicazione dei tempi di lavoro, di approvazione e con l’individuazione di chi realizzerà il piano. Anche tenendo conto dell’aiuto economico che arriverà dalla Regione, il nuovo piano sinergico costerà quasi un milione d’euro. Una cifra molto alta, che sarà a carico della collettività. L’accordo con la Regione Toscana e l’Unione della Valdera prevede di dare vita a questa operazione, così come contemplato dalla legge regionale 65 del 10 novembre 2014.
Così in queste settimane i sindaci dei dodici centri che fanno parte dell’Unione Valdera hanno ricevuto una bozza dell’accordo che il presidente dell’Unione Corrado Guidi o il sindaco che è stato delegato alla pianificazione, Arianna Cecchini, sindaco di Capannoli, andranno a sottoscrivere con la Regione con l’intento di accedere ai finanziamenti regionali dedicati all’urbanistica. Ovviamente, per avere questi soldi, l’Unione dovrà rispettare alcuni passaggi e avrà tempo cinque anni dall’entrata in vigore della legge regionale per approvare il nuovo strumento urbanistico.
Nella bozza si fa riferimento a tutti i Comuni dell’Unione anche se ormai da quasi due anni quelli di Peccioli, Terricciola, Chianni e Lajatico hanno deciso di gestire in maniera autonoma il servizio dell’urbanistica. Non è chiaro, dunque, se i sindaci di questi piccoli comuni della Valdera intenderanno dare il loro contributo per sostenere i costi della nuova pianificazione territoriale. Di sicuro questa decisione non mancherà di sollevare critiche e perplessità rispetto alla gestione e al funzionamento dell’Unione che rischia di appesantire i conti di una struttura sulla cui effettiva necessità sono in tanti ad avere dei dubbi.
C’è poi l’incognita dei Comuni che si sono distaccati dalla gestione unica di un settore tanto delicata come quello dell’urbanistica. Già questo passo è stata una prima presa di distanza dalle politiche intraprese dall’Unione rispetto a processi di razionalizzazione del personale che non sempre si traducono in effettivi risparmi. In ogni caso, una volta firmato l’accordo a livello regionale, questo diventerà vincolante: sindaci e Unione non potranno ritornare sui loro passi.
La Regione con la legge ha inteso favorire la razionalizzazione del sistema infrastrutturale e della mobilità complessiva, l’integrazione degli insediamenti abitativi e dei servizi e degli spazi pubblici dei vari territori. E ancora: l’attivazione di sinergie per valorizzare o per recuperare paesi e sistemi insediativi di interesse comunale e al tempo stesso mettere in rete le varie realtà artigianali e industriali presenti sui comuni che sono interessati dalla pianificazione intercomunale.
La bozza di accordo è in fase di valutazione da parte dei Comuni dell’Unione e dovrebbe arrivare a breve all’attenzione della giunta. Certo è che tra i sindaci non tutti sono d’accordo e probabilmente anche le opposizioni, appena si renderanno conto della spesa del nuovo piano strutturale, non mancheranno di fare sentire la loro opinione. Non è la prima volta che le mancate economie dell’Unione diventano bersaglio di attacchi da parte delle minoranze.
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