Attenzione
Le primarie a Cascina? Il Pd non ne parla
CASCINA. Le elezioni amministrative si avvicinano, di appuntamento con le primarie per la selezione del candidato a sindaco del Partito Democrativo si parla, ma il Pd pare essere fermo, oppure lavora...
CASCINA. Le elezioni amministrative si avvicinano, di appuntamento con le primarie per la selezione del candidato a sindaco del Partito Democrativo si parla, ma il Pd pare essere fermo, oppure lavora nel silenzio.
Risale a oltre due mesi fa l'ultima riunione dell'assemblea comunale del partito. Dopo quell'occasione, che servì a definire la data per la presentazione delle candidature alle primarie, nessun altro confronto interno e il segretario comunale Edoardo Baglini ha invece rinviato riunioni già fissate. Il segretario ha sempre giustificato i rinvii con la necessità di attendere le indicazioni del partito a livello regionale e nazionale.
Intanto però le settimane sono passate e a meno di due mesi dalle primarie (il 6 marzo viene indicato come una delle date più probabili) il maggior partito del comune di Cascina sembra attraversare una fase di stallo poco spiegabile.
Il passo verso l'appuntamento elettorale pare infatti non essere proprio quello della carica, dato che, oltre a mancare ancora il nome del candidato a sindaco, è ancora a zero pure il confronto sulla lista dei candidati a consigliere comunale e appare molto lontana la presentazione delle idee per il futuro del comune di Cascina.
Dal rientro dalle ferie estive in poi sono stati pochissimi gli elementi emersi. Nella prima metà di novembre sono divenuti pubblici i due nomi che si misureranno nelle primarie: il sindaco in carica Alessio Antonelli, che aveva avanzato la propria ricandidatura già a luglio, e il consigliere comunale Andrea Paganelli.
Nelle settimane successive ci sono stati contatti più o meno ufficiali con le forze politiche del centrosinistra e l'uscita dalla maggioranza della Federazione della Sinistra. A Cascina pare invece ancora intatto il rapporto di fiducia tra Pd e Sel. Il confronto è rimasto comunque soprattutto tra gli amministratori comunali, mentre i partiti hanno avuto molto minor peso. Difficile valutare se si tratti di una strategia meditata o se invece si sia di fronte a una inconsapevole sottovalutazione dell'appuntamento elettorale.
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