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Linee mute, si paga solo “cash”

Linee mute, si paga solo “cash”

Fattoria Lischeto, da 6 mesi è impossibile usare carte di credito per un guasto ai cavi telefonici interrati

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VOLTERRA. La linea telefonica che deve essere obbligatoriamente trasferita sui cellulari. E, soprattutto, il fatto di non poter far pagare i clienti con le carte di credito, né per la vendita diretta, né per quella online. È la situazione vissuta da una delle più importanti aziende di formaggi della Valdicecina, se non quella più rilevante: la fattoria Lischeto di Giovanni Cannas. E per una realtà che ha una spiccata vocazione internazionale, con il 70% dei 60mila chili di formaggio prodotti venduti a clienti stranieri si tratta di un problema non da poco.

Cavi sotterranei. «Dieci anni fa, quando abbiamo realizzato l’impianto telefonico, abbiamo scelto d’interrare i cavi per ridurre l’impatto ambientale - dice Giovanni Cannas - Ma ora questi cavi si sono rovinati e noi siamo praticamente isolati se non fosse per il trasferimento di chiamata ai telefoni cellulari e per un sistema alternativo per i collegamenti Internet che siamo stati costretti a mettere in pratica.Il gestore telefonico ci dice che dovremmo pagare noi i costi della riparazione ai cavi. Mentre per quanto ci riguarda è un danno provocato dalla scelta di usare cavi sbagliati».

Il disagio dei clienti. Fatto sta che l’azienda di formaggi ha problemi nella gestione dei clienti, specie quelli che non sono di zona o che comprano rilevanti quantità di prodotto. «Lavoriamo molto con i telefoni - aggiunge l’imprenditore - ma siamo anche in un’area dove la copertura dei cellulari è molto carente. Per cui già il semplice parlare al telefono diventa difficoltoso. Per quanto riguarda la possibilità di pagare con le carte di credito, non avendo la disponibilità dei cavi non possiamo offrire il servizio a nessuno. Così, se un cliente viene da noi a comprare deve farlo esclusivamente in contanti. Chi conosce la nostra situazione arriva preparato. Chi, invece, non lo sa deve tornare a Volterra, prelevare denaro e tornare da noi. Andata e ritorno sono dieci chilometri. E spesso questo accade agli stranieri. Per le vendite online, invece, siamo costretti a imporre tipologie di pagamenti diverse e sicuramente meno semplici dell’utilizzo delle carte di credito».

L’isolamento della Valdicecina. Insomma, un contesto non facile da risolvere per un’azienda situata in una zona disagiata per quanto riguarda le comunicazioni. Ma che lavora, comunque, prevalentemente con l’estero. Un esempio che è lo specchio della quotidianità vissuta dalla Valdicecina in tema di collegamenti, viabilità e distanze da colmare con il resto della provincia di Pisa o con quella di Livorno. Un “isolamento” che dovrebbe cominciare a essere ridotto.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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