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Concerie alla fiera Anteprima in un clima di grande incertezza

Concerie alla fiera Anteprima in un clima di grande incertezza

Saranno 22 le aziende della zona del cuoio presenti all’appuntamento di Milano il 18 e 19 settembre Le associazioni di categoria: «I conflitti internazionali e la congiuntura frenano gli ordini delle griffe»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Saranno 22 le concerie toscane presenti ad Anteprima su un totale di 38 aziende conciarie. L’appuntamento è in programma a Milano il 18 e il 19 gennaio e rappresenta la prima manifestazione fieristica del 2016 di una certa levatura in cui gli imprenditori del Comprensorio del cuoio avranno la possibilità di comprendere meglio cosa aspetta loro per i prossimi mesi. Le collezioni di pelle e cuoio che saranno esposte riguarderanno la stagione estiva per il 2017 in un momento in cui i bottali dovrebbero cominciare a girare per la produzione del prossimo invernale.

Il condizionale, però, è necessario in un periodo in cui le cose non stanno andando benissimo per le imprese conciarie. «Durante la fine di dicembre e all’inizio di gennaio, solitamente, le concerie cominciano a ricevere ordinativi per la produzione invernale – spiega il direttore di Assoconciatori di Santa Croce sull’Arno, Piero Maccanti – ma in questa fase non ne sono arrivati molti. O quanto meno non nella misura in cui speravano gli imprenditori. Il mercato è ancora molto tiepido, vive nell’incertezza e non dà segni di risveglio».

Il motivo è lo stesso che ha caratterizzato l’ultimo periodo: gli scarsi acquisti da parte dei grandi nomi della moda internazionale, «che devono smaltire grandi quantità di scorte di magazzino – aggiunge Maccanti – e che stanno avendo un atteggiamento guardingo rispetto al passato». La Cina è lo specchio di questa situazione, ma tutto il Far East sta vivendo in un clima poco tranquillo. E se si pensa che la forte espansione avuta dalle griffe proprio in Asia si capisce quanto problematica possa essere la lettura del futuro.

Anteprima potrà dare una prima impressione per i mesi futuri. Ma non sarà, ovviamente, definitiva. «E’ una fiera in cui si studiano le mosse del mercato – dice ancora il direttore di Assoconciatori – e che può servire per capire come intervenire sulle tendenze. Ma, complice anche le poche vendite al dettaglio dell’invernale attuale a causa delle temperature miti, non sarà facile per gli imprenditori districarsi in questo contesto».

La pensa così anche Michele Matteoli, presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola: «Difficile fare previsioni in questa fase. Veniamo da un periodo di luci e ombre di non semplice interpretazione. In teoria le condizioni generali sarebbero favorevoli. I dati sui consumi e la ripresa sono incoraggianti e i mercati finanziari statunitensi ed europei, al netto dei tonfi dovuti alla Cina, non stanno andando male. Ci sono però i conflitti su vari scenari internazionali che complicano notevolmente le cose e che non permettono a chi, come il nostro settore, vive di esportazione, di mercato del lusso e di vendita di beni secondari di intravedere la fine di un periodo difficile.

Andreas Quirici

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