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Pontedera

Dopo il taglio dell’erba appare... un mare di rifiuti

Dopo il taglio dell’erba appare... un mare di rifiuti

È la triste scena visibile sulle sponde dell’Arno fra San Romano e Montopoli Tra l’immondizia anche “tracce” di conceria. Il tutto vicino alla stazione ecologica

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CAPANNE. Al posto di canneti e sterpaglie, una distesa di rifiuti. Un colpo d’occhio dai mille colori, rimasto nascosto sotto una coltre di vegetazione troppo a lungo trascurata. E che adesso salta fuori rivelando tutto lo squallore di un degrado e di un’inciviltà senza fine. Immagini da cartolina dell’orrore tra San Romano e Capanne, nel territorio di Montopoli. Dalle sponde dell’Arno fino a quelle della ferrovia, dove la recente pulizia degli argini e della massicciata hanno portato alla luce decine di discariche a cielo aperto.

Un problema antico, sollevato anche nell’ultima consulta di San Romano, dove il tema dei rifiuti accompagna da anni la vita della frazione. Abbiamo quindi provato a fare un giro, seguendo l’itinerario dell’abbandono, in una zona che si conferma tra le preferite dai furbetti dei rifiuti. A partire da San Romano, in lungarno Pacinotti, dove basta affacciarsi oltre il muro che divide la strada dall’argine del fiume per scoprire un paesaggio punteggiato di plastica e sacchetti di ogni tipo. Ci sono rifiuti visibilmente datati, rimasti lì da chissà quanti anni, insieme ad altri decisamente più recenti.

Di fronte al parcheggio di piazza Terracini, ad esempio, dentro un vecchio canale di scolo per le acque meteoriche, scopriamo i residui di una probabile festa di capodanno: bicchieri e bottiglie di plastica, fuochi d’artificio e bottiglie di birra. Poco più avanti una distesa di gomme da bicicletta, circondate da sacchi, scatole, vecchi tessuti e residui. Proseguendo verso via Vaghera, già tristemente celebre, raggiungiamo le sponde della ferrovia recentemente ripulite dai mezzi di Rfi. Anche qui, in territorio capannese, il paesaggio non cambia: dentro il canale di scolo tra la ferrovia e via dei Girasoli compare un intero set di mobili da cucina, mentre poche centinaia di metri più avanti saltano fuori diversi sacchi neri ricolmi di ritagli in pelle.

Un foglio lasciato in terra rivela il nome di una conceria di Santa Croce che qualcuno, evidentemente, deve aver già provveduto a registrare. Ma il meglio deve ancora venire: saltando dall’altro lato della ferrovia, lungo via Kennedy, il taglio della vegetazione ha rivelato uno coltre di rifiuti, in gran parte di vecchia data, che come una gigantesca diga ostruisce il canale di scolo delle acque. C’è di tutto: dai bidoni agli immancabili e misteriosi sacchi neri, dai mobili fatti a pezzi ai materassi di gommapiuma. E ancora scatole, cerchioni, bottiglie, pezzi di carrozzeria, pneumatici e una distesa di vetri in frantumi.

Un colpo d’occhio che certo non aiuta l’immagine delle aziende della zona artigianale di Fontanelle. Il tutto praticamente sotto il naso della stazione ecologica comunale che dista poche decine di metri.

Giacomo Pelfer

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