Contro il degrado dell’abbazia arriva “Striscia la notizia”
Il saggista Luca Nannipieri torna a denunciare la situazione in cui si trova il monumento a Cascina Da anni si parla di valorizzare il complesso in stato di abbandono ma i progetti non decollano
CASCINA. Blitz di “Striscia la Notizia” a Cascina per puntare i riflettori contro il degrado dell’area della Badia di San Savino che pure è un raro esempio di insediamento religioso fortificato, databile tra il 1118 e il 1134.
A chiedere l’intervento di una troupe di “Striscia” è stato il giornalista Luca Nannipieri, di Cascina. «Ho chiamato “Striscia la notizia” - spiega - dopo averne parlato su RaiUno, nella mia rubrica al Caffè di UnoMattina, e al Tg2 di RaiDue, e dopo aver portato alla Badia alcuni membri del consiglio superiore dei Beni Culturali. Nonostante decine di articoli e servizi su televisioni nazionali, la Badia ha ancora carcasse di motorini, cessi, copertoni di auto, lavatoi, buttati lì senza alcun rispetto delle norme sulla tutela del sito monumentale e del suo decoro». Basta andare a fare un giro nell’area dello storico monumento per vedere non solo rifiuti abbandonati ma anche numerose baracche che potrebbero essere state costruite senza alcuna autorizzazione. «Anche a Matera la gente per generazioni buttava lavatrici, spazzatura nelle chiese rupestri, nelle grotte secolari – aggiunge Luca Nannipieri – poi hanno capito che quei luoghi non erano una discarica ma posti unici al mondo, hanno cambiato sguardo su di loro e Matera è diventata la capitale europea della cultura e quelle chiese rupestri e quelle grotte da spazzatura pubblica sono diventati luoghi visitati da turisti da tutto il mondo». L'Abbazia di San Savino, alle porte di Pisa, «è ancora come Matera quando era una discarica pubblica. Appena “Striscia” è venuta, gli operatori si sono resi conto con i loro stessi occhi di quanto ho detto. Hanno ripreso sporcizia, spazzatura, cessi, hanno visto i rattoppi posticci alle crepe che gravano sulle volte. Ho voluto che intervistassero anche gente della parrocchia e il parroco, don Alberto Armellin, e le istituzioni. Va bene che la Badia venga adornata e un po' ripulita nei giorni (come domenica 3 gennaio) in cui si svolge il presepe vivente, ma in tutti gli altri giorni torna ad essere quella che è da decenni: ovvero un luogo dove il decoro urbano di un sito monumentale sono un optional. Questi miei interventi televisivi non sono di pura denuncia, ma voglio che i cittadini italiani, non solo i cascinesi sappiano, che il futuro dell'Italia e di Pisa passa da una riqualificazione programmata di luoghi monumentali come questi che rendono impareggiabile il nostro paese. Non è impossibile la rinascita della Badia: ci sono strumenti, studiosi e professionisti in grado di farlo se le istituzioni, la curia e i privati proprietari lo vogliono», conclude Nannipieri.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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