Il Tirreno

Pontedera

Fine di un’era: trasloca il bar dei piaggisti

Fine di un’era: trasloca il bar dei piaggisti

Chiude la storica sede davanti all’ingresso della fabbrica, “testimone” di comizi coi big della politica e scioperi oceanici

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PONTEDERA. Dal bar Mauro sono passati tutti i grandi nomi della Sinistra italiana. Il locale davanti alla portineria principale della Piaggio è stato sempre il punto di riferimento della lotta operaia. Ci sono stati comizi, scioperi imponenti, manifestazioni che hanno provato a condizionare la rotta di una fabbrica che ha caratterizzato, nel bene e nel male, la vita di Pontedera e di una buona fetta della provincia. E ora che il bar Mauro si è trasferito a pochi metri di distanza, all’interno del Centro Sete Sois Sete Luas, sembra di assistere a un piccolo ma estremamente significativo passaggio d’epoca.

Del resto le parole di Moreno Simonelli, che insieme al fratello Simone e a Valentina Menicagli gestiscono l’attività, spiegano i motivi del cambiamento: «Ormai con i pochi piaggisti rimasti e i sempre più numerosi mesi di cassa integrazione il lavoro è calato. In più l’affitto alto e le difficili condizioni dei locali ci hanno portati a prendere questa decisione. Intendiamoci, però. Saremo sempre il bar degli operai. Solo che ci troviamo a pochi metri dalla sede storica». Insomma, erano altri tempi quando viale Rinaldo Piaggio era “invaso” dagli oltre diecimila lavoratori che passavano dal bar prima di entrare al lavoro. O che, durante la pausa pranzo, prendevano il caffè e l’amaro.

A guardare le foto ingiallite dei tanti comizi e degli scioperi di massa si comprende la portata del cambiamento dei tempi sancito dal trasferimento del bar Mauro. Dal piccolo palco a ridosso degli alberi hanno parlato personaggi vicini al movimento operaio come Fausto Bertinotti, Achille Occhetto, Giorgio Napolitano, Sandro Curzi, Sergio Cofferati e Claudio Signorile. Difficile ricordare episodi simili negli ultimi anni. Idem per gli scioperi che partivano proprio dal bar di fronte alla portineria per riversarsi sulla città, i cui abitanti non avevano certo bisogno di capire cosa stava accadendo. Pontedera era arroccata attorno alla Piaggio e il bar Mauro era il fulcro di ogni manifestazione. Mentre adesso gli sporadici cortei sono ridotti a poche decine di tute blu che vengono presi anche a male parole dagli automobilisti se bloccano il traffico per pochi minuti.

Le uscite oceaniche dei lavoratori dai cancelli, le manifestazioni. Ma anche le semplici file infinite al bancone per ordinare un caffè sono un vago ricordo. «Tutto cambia - riprende Simonelli - e anche noi ci adeguiamo. Ora puntiamo sulla qualità, sulle degustazioni di rhum, cioccolato e prodotti stranieri. E sugli happening legati a eventi culturali».

Tra la vecchia e la nuova sede ci sono pochi metri di distanza. Ma è come se ci fosse un abisso dettato da eventi sociali ed economici che hanno fatalmente ridotto il peso della Piaggio sulle sorti di Pontedera. Dove un tempo si facevano motorini, oggi il Comune realizza parcheggi. E nel posto in cui gli operai si riunivano per parlare di calcio, donne e politica rimarrà un vuoto comunque incolmabile.

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