La manifestazione
Lupo ucciso a colpi di carabina
La carcassa dell'animale è stata trovata da alcuni cacciatori nella zona di Pomarance, indagini in corso
POMARANCE. Ucciso a colpi di carabina. La vittima è un esemplare di lupo, maschio, di circa tre anni, poco più di trenta chilogrammi di peso. Si tratta di un lupo appartenente al branco che tradizionalmente risiede nei boschi della riserva naturale di Berignone.
La carcassa è stata rinvenuta ai bordi della strada vicinale di Puretta, lungo il fiume Cecina, nel comune di Pomarance, all’alba del 2 gennaio da un gruppo di cacciatori, i quali hanno segnalato il ritrovamento alle autorità competenti.
«È stato ucciso probabilmente nelle ultime ore della notte tra venerdì primo gennaio e sabato 2», spiega la polizia provinciale. Presentata una denuncia contro ignoti.
Nel frattempo sono iniziate le indagini per identificare, se mai sarà possibile, chi ha sparato. Il lupo è tutelato come "specie particolarmente protetta" sia dalla normativa nazionale sulla caccia, sia dalla convenzione internazionale per la tutela animali rari.
«È la prima carcassa di lupo che viene ritrovata in zona da molti anni, “ritrovata” perché non si sa, in effetti, quanto il bracconaggio, di varia origine, incida su questa specie - spiegano alla polizia provinciale – È stato ucciso, appunto, con elevata probabilità per motivi di bracconaggio, poiché tra i cacciatori c'è chi crede erroneamente che la specie sia in concorrenza con l'uomo per la predazione su cinghiale».
I resti del lupo, sequestrati dalla polizia provinciale, sono stati trasportati al Museo di storia naturale del Mediterraneo a Livorno. Se e quando la magistratura effettuerà il dissequestro, verrà presumibilmente chiesto di donare il corpo del lupo al museo stesso, che provvederà a conservarlo ed esporlo.
«Il lupo è presente da tempo sul territorio della Valdicecina - spiega la dottoressa Viviana Viviani, studiosa e naturalista, nonché agente di polizia provinciale, che collabora con il gruppo di studio del professor Marco Apollonio, dell'Università di Sassari, per la gestione e il monitoraggio del lupo in Toscana – in virtù di una ricolonizzazione spontanea, e sul territorio in esame ci sono circa venti esemplari che sono da alcuni anni oggetto di monitoraggio e ricerche, tesi di laurea e studi di vario genere. Voglio inoltre far presente che il cinghiale, stando ai dati, ha un ruolo estremamente marginale nella dieta del lupo, pertanto - conclude Viviani - non ha alcun senso che un cacciatore veda il lupo come un rivale».
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