Sicurezza
Il semaforo della discordia Il paese dice no
Centinaia di firme contro l’installazione dell’impianto sulla strada Volterrana
SELVATELLE. Semafori con impianti per la rilevazione di infrazioni stradali. Nelle grandi città spuntano come funghi e nessuno sembra farci più caso. Quando il contesto si riduce, però, una modifica alla viabilità può diventare motivo di discussione. E, in questo caso, addirittura di mobilitazione popolare. Selvatelle, frazione del comune di Terricciola. Un paese che si snoda ai lati della strada regionale 439: poco meno di 1500 anime. Le attività commerciali si contano sulle dita di una mano, gli abitanti si conoscono tutti. Eppure in questo angolo della Valdera transitano ogni giorno centinaia di auto. La lingua d'asfalto che divide in due Selvatelle è un'arteria fondamentale per gli automobilisti che da Volterra viaggiano in direzione Pontedera e viceversa. C'è chi entrando nel centro abitato riduce la velocità, ma c'è anche chi non lo fa, sfrecciando a pochi metri di distanza da anziani, donne e bambini. Per far rallentare gli indisciplinati, il sindaco di Terricciola Maria Antonietta Fais farà installare due semafori speculari con tanto di telecamere per multare i trasgressori. Intervento sgradito a molti abitanti del paese, che in poco più di due settimane sono riusciti a fare quadrato, raccogliendo quasi 200 firme per dire "No" alla decisione di Fais.
Smog e disagi. A Selvatelle nessuno vuole più vedere mezzi sparati a tutto gas tra le case. Ma la soluzione ideale, secondo una larga parte dei residenti, non è rappresentata da una coppia di semafori. Elena Baldini Orlandini, 25 anni, membro della minoranza comunale di Terricciola, ha raccolto le firme e i dubbi della gente. Un gesto nato per convogliare in qualcosa di concreto l'umore dei suoi compaesani, senza fini politici, come lei stessa precisa: «Abito a Selvatelle da sempre e so bene cosa comporterebbe l'installazione di un semaforo tra le abitazioni, la politica in questo caso non c'entra niente. Le case ai lati della strada verrebbero invase dalle emissioni delle auto ferme in coda al semaforo. Inoltre - prosegue Baldini Orlandini - alcune attività commerciali risconterebbero notevoli disagi, perché non avrebbero più spazio per scaricare la merce e rischierebbero di vedere dimezzata la clientela, dato che molti automobilisti dell'alta Valdera potrebbero scegliere di evitare il rischio multa, percorrendo la strada provinciale della Fila, in modo da aggirare Selvatelle».
Polemica sul web. Il via libera ai "semafori della discordia" è arrivato il 30 novembre in consiglio comunale a Terricciola. Da quel momento sul gruppo Facebook "Sei di Selvatelle se" si è accesa la polemica. Molte le perplessità espresse dai cittadini. Marika Santoro, per esempio, dice: «Io credo che al posto del semaforo ci vorrebbe più educazione da parte dei cittadini». E poi «come mai non viene fatto un marciapiede per arrivare alla scuola elementare e mettere al sicuro i ragazzi?». Chiede una soluzione sperimentale Francesco Nannetti: «Provate a mettere un semaforo da cantiere per un periodo di prova. Valuteremo insieme i risultati».
Le alternative. Un "piano B" ci sarebbe. Anzi, più di uno. A spiegarlo è Elena Baldini Orlandini: «L'intervento riguarderà l'intersezione tra la 439 e via Giovanni XXIII: in quel punto potrebbe essere costruito, previa richiesta di autorizzazione alla Provincia, un passaggio pedonale rialzato. Oppure potrebbero essere installati alcuni dissuasori di velocità, o degli autovelox. Il semaforo non è l'unica strada percorribile per modificare il traffico all'interno di Selvatelle». La raccolta firme intanto prosegue e si appresta a sfondare entro pochi giorni quota 200: «Sottoporrò il malumore degli abitanti del paese agli occhi del sindaco e sarà lei a valutare il da farsi. Abbiamo chiesto un confronto pubblico sulla questione a Fais, ma con nostro dispiacere e un pizzico di delusione non abbiamo ancora ricevuto una risposta».
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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