La manifestazione
Maresciallo muore all’ospedale, aperta un’inchiesta
I familiari di un militare di 60 anni, che abitava a Cascine di Buti, hanno presentato una denuncia alla Procura
BUTI. Doveva essere un ricovero per accertamenti. Invece un ex militare dell’aeronautica, 60 anni, residente nel comune di Buti, a casa non è più tornato. I familiari lo hanno trovato morto nella stanza a lui assegnata all’ospedale di Pontedera, nel reparto di medicina. Sarà ora l’autopsia, già effettuata, a chiarire non solo le cause della morte, ma anche eventuali responsabilità.
Intanto il paese di Buti si è unito al dolore della famiglia di Arcangelo Latte, ex maresciallo luogotenente. Il funerale si è svolto il 30 dicembre nella chiesa a La Croce nel comune di Buti. C’era anche il picchetto d'onore della 46esima Brigata Aerea a rendere omaggio al sottufficiale in pensione da qualche tempo.
Secondo quanto hanno raccontato i familiari nell’esposto che è stato presentato alla stazione dei carabinieri di Pontedera dopo la tragedia, Arcangelo Latte era andato a fare un controllo cardiaco ed è stato trovato senza vita nella stanza dell’ospedale la mattina del giorno di Natale.
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Fin dall’inizio i familiari del sottufficiale non hanno avuto dubbi nel voler sapere quali sono state le cause della morte. Per questo non hanno esitato a rivolgersi ai carabinieri, che sono già intervenuti e hanno sequestrato le cartelle cliniche. Mentre la Procura di Pisa ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia che è stata effettuata all’inizio della settimana. Serviranno almeno sessanta giorni per conoscere l’esito degli accertamenti medico legali. Stando alla famiglia, niente poteva far pensare che le condizioni di salute del luogotenente fossero così gravi da far temere per la sua vita.
Numerose sono state le persone e le autorità che hanno partecipato ai funerali nella chiesa della Croce. La messa è stata celebrata dal cappellano militare. A esequie avvenute, anche in paese in tanti sono venuti a sapere dell’esposto presentato dai parenti e della conseguente inchiesta della magistratura pisana. Al momento non risultano persone indagate, anche se sono stati acquisiti tutti gli atti relativi al ricovero della vittima.
Il luogotenente lascia la compagna Roberta Bottaggio, la figlia Sofia e i figli Francesco, Pierpaolo e Massimiliano. Le offerte che sono state raccolte durante il funerale, per desiderio della famiglia, saranno destinate ad un’associazione e destinate a una persona affetta da Lesch Njhan, una malattia genetica rara.
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