Sicurezza
Un telone con immagini d’epoca coprirà il cantiere mai finito
Una delle ferite nel tessuto urbano di Ponte a Egola verrà nascosta dopo anni di abbandono Determinante per l’operazione il contributo di due aziende: la Ciampalini Srl e la Euroimpianti
PONTE A EGOLA. Il degrado purtroppo resterà ancora, ma nei prossimi giorni sarà coperto dietro una carrellata di immagini di una Ponte a Egola d'altri tempi. Una soluzione “tampone”, per riuscire quanto meno a nascondere alla vista una delle ferite aperte del tessuto urbano, provando a rimpiazzarla con qualcosa che valga la pena di vedere. Il tutto con il contributo economico di due sponsor. È questa la soluzione individuata per ovviare al cantiere abbandonato dell'ex cinema Ciampalini, in via Diaz, abbattuto nel 2008 per far posto a 18 nuovi alloggi dotati di garage interrato. Una distesa di cemento, rimasta bloccata all'altezza del piano terra con una selva di colonne portanti lasciate lì, a mezz'aria, a dimostrazione della crisi economica e della corsa edificatoria che l'aveva preceduta. Un problema rimasto fino ad oggi senza soluzione e approdato anche nell'ultima consulta, nella quale il coordinatore Luciano Pistolesi ha snocciolato le “brutture” che segnano l'immagine del paese.
«Dopo la consulta – spiega Pistolesi – ne abbiamo parlato di nuovo con l'assessore Manola Guazzini che ci ha suggerito di coprire il cantiere con un telone, magari stampandoci sopra qualche bella immagine d'epoca».
È stata proprio l'amministrazione comunale, infatti, a individuare due imprese locali che si sono rese disponibili a finanziare l'installazione: si tratta dell'impresa edile Ciampalini Srl e della ditta Euroimpianti di Ponte a Egola, che hanno coperto interamente le spese per la realizzazione e il montaggio del telone, disegnato e stampato dalla ditta Navigalibero di San Miniato Basso. La consulta, invece, ha pensato a reperire le immagini.
«Sono le stesse foto raccolte nel tempo da Floriano Falorni – spiega Pistolesi – che compongono l'archivio fotografico nella sede del rione Il Ponte. Immagini risalenti alla prima metà del Novecento, che immortalano scorci ed eventi della storia pontaegolese: dai vecchi ponti sopra l'Egola alla conceria dell'Orologio, da via Diaz fino alle feste paesane».
Uno spaccato di storia locale, che nei prossimi giorni renderà migliore il colpo d'occhio di chi transita da via Diaz, nella speranza che il cantiere possa trovare prima o poi una soluzione definitiva. Un'operazione avviata nel 2008 dalla società Cemar Srl, insieme ad altre società defilatesi subito dopo dall'iniziativa. Finita presto in brutte acque con l'inizio della crisi economica, la ditta fu costretta a fermare il cantiere dopo circa un anno di lavori, per poi essere ammessa a concordato preventivo nel dicembre 2009. Il permesso di costruire, scaduto il 7 aprile 2011, era stato anche prorogato di un anno, senza esito, su richiesta del consulente tecnico della sezione fallimentare del Tribunale di Firenze. Dal 2012 la situazione è rimasta congelata.
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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