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Pontedera

PIROTECNICI ALL’ATTACCO

Vietare i bòtti a Capodanno? «Chiederemo i danni »

Vietare i bòtti a Capodanno? «Chiederemo i danni »

PONTEDERA. Dopo le ordinanze di alcuni sindaci (compreso quello di Pontedera) e le raccomandazioni di altri per vietare o sconsigliare l’uso di petardi per i festeggiamenti di fine anno, un gruppo di...

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PONTEDERA. Dopo le ordinanze di alcuni sindaci (compreso quello di Pontedera) e le raccomandazioni di altri per vietare o sconsigliare l’uso di petardi per i festeggiamenti di fine anno, un gruppo di imprenditori che opera nel settore dei fuochi d'artificio è pronto a percorrere anche la strada delle vie legali in quanto ritiene che le ordinanze non siano legittime. A spiegare le ragioni della categoria è l'ingegnere Antonio Nanna, iscritto nell'albo dei tecnici accreditati dai vigili del fuoco e da sempre conoscitore di norme e leggi sulla pirotecnica in quanto figlio di pirotecnico: «Molti sindaci hanno emesso l’ordinanza di vietare i bòtti di fine anno non sulla base di motivazioni legate alla sicurezza o all’ordine pubblico, come prevede il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) e successivo regolamento di attuazione, bensì per ipotetici danni che i bòtti produrrebbero sugli animali. Ma come è possibile che un prodotto classificato dal Ministero degli Interni come “giocattolo pirico” possa essere dichiarato "pericoloso per la salute degli animali e degli uomini" dai sindaci dei vari Comuni? Con quale conoscenza tecnico-legislativa si è emanata un'ordinanza del genere?», chiede Nanna.

Che aggiunge altre considerazioni: «Vorrei far notare agli illustrissimi sindaci che l’Italia è ancora una Repubblica fondata sul lavoro, come sancito dalla Costituzione, e coloro che lavorano in questo settore, come in quello delle armi e munizioni, non sono dei criminali solo perché commerciano legalmente armi, munizioni ed esplosivi! Criminali sono coloro che ne fanno uso per compiere crimini, ma non certamente utilizzando i “giocattoli pirici” di Capodanno. Oltretutto, sempre tra i giocattoli pirici, si annoverano le “fontane”, i “vulcani”, le “stelline” i “bengala” ed altri prodotti che emettono solo effetto luminoso. In ogni caso, anche i bòtti, se omologati e riconosciuti e quindi legali, contengono un quantitativo di miscela esplodente assai modesto: il più potente ne contiene solo 3 grammi», aggiunge l'ingegnere.

La giurisprudenza ha peraltro chiarito «che i “giocattoli pirici” riconosciuti e classificati, ovvero marcati “CE”, non sono in grado, per la loro natura, di configurare una “accensione pericolosa”, come definita dal Tulps, e quindi per detenerli ed utilizzarli non è richiesta alcuna autorizzazione alla locale autorità di pubblica sicurezza, come invece è prescritto per lo sparo dei “fuochi artificiali” in occasione delle feste cittadine e chi li spara deve essere abilitato a farlo dalla prefettura. Chi ha la maggiore età può usare i “giocattoli pirici” liberamente, purché ne faccia un uso corretto, come indicato nelle etichette presenti nei vari prodotti».

«Seguendo una logica distorta, i sindaci saranno costretti a vietare gli spettacoli pirotecnici che hanno tipicamente una durata superiore alla ventina di minuti, massimo mezz’ora, dei bòtti di Capodanno; pongo pertanto una domanda ai sindaci: in futuro non vedremo più i fuochi d’artificio nelle ricorrenze cittadine?». A gennaio, insieme ad altri esercenti e «al nostro legale di fiducia valuteremo seriamente la possibilità di chiamare in causa chi ha deliberatamente e senza supporti tecnico-legislativi leso il nostro interesse economico», conclude Nanna.

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